Venerdì 01 Aprile 2011

Cantù: è rottura sul Palasport
Lavori in corso accusa il Pd

CANTU'  Una scelta di «assoluta irresponsabilità politica», presa, si insinua, «per puro interesse elettorale».  La scelta del Partito democratico di formulare segnalazione ufficiale all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici in merito all'assegnazione del project financing per la realizzazione del nuovo palazzetto, fortemente stigmatizzata dalla maggioranza che si dice del tutto tranquilla sulla legittimità dell'iter. L'attacco più veemente al centrosinistra, però, arriva da un'altra parte. Arriva da Lavori in corso, che bolla questa decisione come una scelta sconsiderata e prende nettamente le distanze dal Pd. Le aveva già prese, per certi versi, nel corso del proprio congresso, domenica, durante il quale aveva deciso di non allearsi con questo - e con nessun partito tradizionale - al primo turno. Semmai, si valuterà a un eventuale ballottaggio. Anche se la distanza tra le due forze d'opposizione sembra essersi fatta ormai siderale. Nel mirino del Pd, la modifica apportata al progetto definitivo del palasport dagli aggiudicatari del project da 50 milioni di euro, la Turra, per inserirvi una piscina. Modifica tale, scrivono in un'interrogazione, da far ipotizzare un mancato rispetto delle norme sulla concorrenza. Qualche dubbio sul progetto, in verità, l'aveva sollevato anche Lavori in corso, e le due minoranze avrebbero dovuto presentare un documento congiunto sulla questione. Tanto che era stato proprio il presidente di Lavori in corso, Enzo Latorraca, avvocato, a fornire consulenza legale per stendere la segnalazione. Ma ora la fuga in avanti del Pd, che Claudio Bizzozero ritiene «puramente distruttrice», ha fatto sfumare l'azione congiunta. Al contrario, la civica si guarda bene dall'accogliere l'invito a sottoscrivere il documento del centrosinistra. «Non possiamo non deplorare la scelta del Pd - dichiara Bizzozero - che si limita ad essere puramente, ancorché legittimamente, demolitoria ma non è per nulla propositiva, come invece noi avremmo voluto e come a nostro avviso dovrebbe essere su una vicenda da troppo tempo irrisolta e che richiede un atteggiamento appunto costruttivo. Come avevamo chiaramente e preventivamente detto ai rappresentanti del Pd. Questo atteggiamento non ci trova per nulla concordi, in quanto non migliora ma puramente distrugge, mentre noi avremmo voluto prima di tutto costruire insieme alternative valide». Senza contare, in puri termini di strategia politica, la poca tempestività, visto che la prima pietra - a causa delle lungaggini nell'iter burocratico - dovrebbe venire posata in estate e non a gennaio come inizialmente ipotizzato, e ora si rischia di aggiungere ritardo al ritardo. Imputato però stavolta al centrosinistra. «L'atteggiamento del Pd - prosegue Bizzozero - è in questo caso a nostro avviso il sintomo di un'assoluta irresponsabilità politica nonché dell'inveterato atteggiamento a opporsi sempre e comunque, atteggiamento che non fa certamente onore a chi aspira ad amministrare una città come la nostra. Sarà forse anche, ma non ne siamo convinti, un modo utile per farsi un po' di pubblicità, ma non è certo il modo migliore per risolvere questo come ogni altro problema di Cantù. Ne consegue quindi che non abbiamo nessuna intenzione di raccogliere l'appello del Pd a sottoscrivere un'iniziativa che giudichiamo politicamente sbagliata, mentre avremmo ovviamente sostenuto iniziative, per le quali noi stiamo da tempo lavorando, alternative e risolutive».
La replica viene da Gigi Tagliabue, coordinatore del Pd canturino; "Siamo sereni - dice - e pensiamo di aver lavorato per il meglio. Siamo all'opposizione e l'opposizione deve anche esercitare un ruolo di controllo. Nel momento in cui un progetto importante viene stravolto, credo sia doveroso svolgere fino in fondo il proprio compito in questo senso, e l'abbiamo fatto». Anche se questo, ora, costa l'accusa di voler bloccare la soluzione del problema palazzetto.

l.barocco

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