Venerdì 08 Aprile 2011

Pirati del merito all'assalto
in un film anti-raccomandati

Si chiama C'è chi dice no la commedia italiana di turno questa settimana nelle sale. La dirige Giambattista Avellino, già dietro la macchina da presa per Ficarra e Picone ne Il 7 e l'8 e La matassa. Il tema è eterno e insieme di grande attualità, ovvero i raccomandati che fanno carriera al posto di chi avrebbe merito. I protagonisti sono Luca Argentero, che è Max, giornalista di un quotidiano locale cui viene soffiata l'assunzione dalla figlia di un famoso scrittore, e Paola Cortellesi (già protagonista, là nei panni di una escort, di Nessuno mi può giudicare, la più recente commedia di successo), che interpreta Irma, medico stimato che vive di borse di studio cui viene preferita la fidanzata del primario. Con loro Paolo Ruffini fa Samuele, genio del diritto penale che perde un concorso universitario a vantaggio del genero del professore barone. A firmare la storia, che è ambientata a Firenze, è Fabio Bonifacci, uno degli sceneggiatori più attenti a far ridere trattando questioni serie (come in Diverso da chi?). In questo caso le tre vittime, ex compagni di liceo, si uniscono formando i “Pirati del merito”, una sorta di gruppo di vendicatori delle ingiustizie che entra inazione cominciando a combinare guai imprevisti. "Nella vita di tutti i giorni siamo rassegnati alla raccomandazione e al nepotismo, invece i nostri tre protagonisti decidono di reagire a modo loro. Caso vuole che Max abbia appena fatto un'inchiesta sullo stalking e questo diventerà il mezzo con cui cercheranno di riprendersi il maltolto, attraverso modi più o meno leciti e quindi la loro sarà una lotta per riprendersi il posto di lavoro” ha spiegato Argentero. “L'unica soluzione – ha aggiunto l'attore piemontese - sarebbe un cambio radicale del sistema, un'utopia perché in Italia la raccomandazione ha radici profonde. Spesso i raccomandati sono in buona fede, inconsapevoli di essere stati segnalati. Al mio personaggio viene rubato il posto da una ragazza che scopre solo in seguito di essere stata raccomandata: si sente legittimata perché la scorciatoia è un dato di fatto nel mondo del lavoro. Di tutti i personaggi uno solo, quello che ruba il posto a Samuele, sa di non valere quanto la persona a cui sta rubando il posto e ne approfitta. Gli altri due sono professionisti che pensano di aver ottenuto il loro posto in modo normale. È una storia educativa e, come spesso succede, la commedia è il mezzo giusto per trattarla, perché si ride di un argomento molto serio che condiziona la vita di molte persone”.
Per Paola Cortellesi “Irma è un medico precario da sempre. Come gli ex compagni di liceo, non ha santi in paradiso e non riesce ad avere sbocchi professionali. Questo comporta difficoltà, perché un lavoro fisso ti dà la possibilità di essere autonoma e, nel caso di Irma, si ripercuote nella sua vita di coppia non permettendole di pensare a una gravidanza e un futuro”. “È una cosa che è capitata un po' a tutti in questo Paese – ha aggiunto l'attrice - Speriamo di essere riusciti a trasmettere l'impostazione di commedia e leggerezza senza tradire gli argomenti cardine: le difficoltà professionali e le delusioni dei personaggi, la disperazione a volte, perché ritrovarsi adulti e non aver combinato niente a causa dei raccomandati, è una vera ingiustizia. Non sono vendicatori solitari o supereroi, ma tre ragazzi che tentano di reagire, anche goffamente, a chi soffoca il merito. Non credo che la vendetta serva, ci vorrebbe giustizia che è un altro concetto”. Nel film ci sono anche Giorgio Albertazzi, nel ruolo di un cattivissimo barone, Myriam Catania e Claudio Bigagli.
Nicola Falcinella

c.colmegna

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