Venerdì 15 Aprile 2011

Le certezze di Giuseppe Castagna
sulle condanne per la strage

Pubblichiamo lo scritto inviato dal fratello di Raffaella e zio di Youssef dopo le ultime polemiche suscitate dalle dichiarazioni di Azouz Marzouk, che ha sollevato dubbi sulla colpevolezza di Rosa e Olindo Romano



ERBA, aprile 2011

Io non sono ne un giornalista ne un avvocato e tanto meno un criminologo.
Sono figlio, fratello e zio di tre delle vittime della Strage di Erba.


Questo vuole essere un semplice  resoconto delle MIE CERTEZZE sulla INDUBBIA COLPEVOLEZZA dei CONIUGI ROMANO


Premetto che lo ritengo del tutto superfluo, visto e considerato che in due gradi di giudizio Giudici , Magistrati, Avvocati, Consulenti e Testimoni hanno portato a due condanne all' Ergastolo, ma in queste settimane che precedono il terzo ed ultimo grado, un' inspiegabile campagna mediatica ha sollevato una serie di dubbi nell' opinione pubblica che mai potranno scalfire le precedenti sentenze ma che nel rispetto delle vittime devo cercare in ogni modo di fugare.


Non mi sarei mai accontentato di due capri espiatori  per questo motivo e per dovere nei confronti dei nostri cari ho seguito insieme a mio padre e a mio fratello i due interi processi.


Ne avrei fatto volentieri a meno, rivivere in più occasioni il loro martirio è stato molto doloroso.


Dolore che si rinnova ogni volta che, sempre per dovere nei loro confronti, devo assistere a trasmissioni o leggere documenti in cui si cerca di ribaltare la verità.


LE CONFESSIONI


Non credo assolutamente alla barzelletta delle confessioni estorte, non viviamo in un paese sud americano negli anni 70 … e i coniugi Romano non sono affatto i due poveri sprovveduti che la difesa vuol dipingere.


E' vero ci sono intercettazioni ambientali in cui i due danno l' impressione di essere estranei alla cosa, ma ce n' è una ad esempio che fa capire che i due sapevano di essere intercettati,  la n° 6 delle 14.40 del 13/12/2006 “basta non parlare in casa … o che hanno toccato o che hanno messo qualche cosa ..” e c' è anche quella del 7/1/2007, il giorno prima del fermo in cui Rosa dice: “è andata male eh? .. non hai paura ? .. io ho paura come quella sera che siamo andati a Como ..”


Io rimango sempre dell' avviso che le confessioni sono dettagliate e sovrapponibili e mi bastano pochissimi punti per esserne certo.


Ad esempio la descrizione della ferita sulla coscia della signora Cherubini fatta da Rosa o le coltellate con una piccola lama riscontrate anche dal consulente della difesa professor Torre che coincide con quanto dice Olindo e di cui si rammarica per la rottura del coltellino ricordo d' infanzia, coltellate di cui la difesa chiede ad Olindo di dare una logica, come evidenziato nel suo appunto sulla sua Bibbia in data 26/7/2007, “mi hanno chiesto di dare una logica alle coltellate che nella confessione ho detto di avere dato alla Valeria in testa …” periodo posteriore al cambio di avvocati in cui vi fu un netto cambio di strategia difensiva.


Cambio di strategia difensiva ben evidenziato appunto dai famosi “pizzini”, che non sono altro che appunti personali di Olindo, una sorta di diario.. . che proprio in quel periodo si trasformano da conferme delle confessioni a ritrattazioni …

“I pizzini”… La difesa non ne parla molto volentieri… ma io qualcuno vorrei esporlo.


Sempre il 26/7/2007 Olindo scrive “SEMINARE DUBBI, INCERTEZZE, CAOS nella stampa che ci è contro ed agli imbecilli colpevolisti”


Interessante anche questo: “accogli nel tuo regno il piccolo Youssef, la sua mamma Raffaella, sua nonna Paola e Cherubini Valeria a cui noi abbiamo tolto la vita ..” 


O questo: “Oggi a colloquio con Rosa mi ha raccontato che sono alcune notti che vede Raffaella davanti alla branda come quella sera col sangue che le scende sul volto ed i colpi che gli ho inferto quando la uccidemmo ”


C' è anche un “Pizzino” che smentisce l' estorsione delle confessioni e le pressioni psicologiche fatte dagli inquirenti che sarebbero partite dal Maresciallo Finocchiaro come disse Olindo nella sua dichiarazione spontanea del 18/2/2008  all' udienza dibattimentale, quello del 18/6/2007 “ringrazio il Maresciallo Antonino, ha detto le cose come sono successe e l'aiuto che mi ha dato, con lui parlavamo del camper, dei canarini con il suo collega.”


Pressioni smentite anche in un' altra intercettazione durante un incontro in carcere: “guarda che non sono cattivi .. No, no no … no veramente io ho trovato delle brave persone … Infatti anche io non sapevo come comportarmi perché non sapeva come finiva, Poi quello che c' era li mi ha spiegato tutto e allora … Forse stiamo meglio adesso … dopo aver fatto quello che abbiamo fatto.


Tornando ai “pizzini”, in uno Olindo si dimostra molto comprensivo nei confronti dei signori Frigerio e scrive: “dovevano farsi i cazzi suoi”


Tornando alle confessioni, come è possibile che sia Olindo che Mario Frigerio ricordano alle stesso modo il loro rispettivo riconoscimento alla porta dell' appartamento di Raffaella:


Olindo: “nell' uscire ho aperto la porta e ho visto i due signori che venivano giù e io per reazione ho chiuso la porta. Però l' ho riaperta subito perché c' era fumo e dovevamo uscire … sono uscito prima io, mia moglie era dietro. Quando siamo usciti io ho preso il Frigerio, il primo che ho trovato davanti ..


Frigerio: ”sono arrivato sul pianerottolo della finestrella e da lì si vede la porta della signora Castagna però era chiusa, c' era fumo ma vedevo benissimo. Dopo facendo un tre o quattro gradini, all' incirca, mi si è aperta la porta ed è apparsa questa persona che l' ho riconosciuto, infatti io sinceramente ero andato un  po' in fiducia, perché ho detto se c' è qua lui …”


Ma prendiamo per assurdo che le confessioni furono estorte, cosa improbabile, ma proviamo … 


Come mai Olindo avvalora la PREMEDITAZIONE raccontando anche degli appostamenti per preparare quella che doveva essere una spedizione punitiva … Olindo: “allora  diciamo che l' ultimo mese, prima che succedesse il fatto qui, io essendo fuori a fumare no, ed anche mia moglie alla finestra, tenevamo d' occhio la situazione per controllare un po' meglio i movimenti dei vicini … perché volevamo ESSERE SICURI DI ANDARE SU E POI ANDARCENE ..”


Come mai racconta addirittura di aver cercato di passare alle vie di fatto in due precedenti occasioni pag. 71 interrogatorio del 10/1/2007 …


Come mai Olindo racconta dei vestiti e delle armi pronte in lavanderia fin da tre settimane prima interrogatorio 10/1/2007 a pag. 87.


Oltre alle confessioni e ai “pizzini” c' è ad esempio la testimonianza del vicino di cella Tavaroli in pubblico dibattimento dove racconta che Olindo gli riferiva che lui era stato sottoposto ad angherie per molti anni da parte della famiglia di Raffaella e che se qualcuno fosse intervenuto prima di lui, non avrebbe fatto quello che ha fatto.


Poi c' è anche una lettera dell' aprile 2007 che Olindo scrive a Don Bassano, sacerdote di loro conoscenza: non ci siamo ancora resi conto di ciò che abbiamo fatto. Il perdono, il pentimento si contrappongono all' odio e alla rabbia, alle umiliazioni subite in questi anni, la nostra colpa, la responsabilità di chi poteva evitare tutto questo e non lo ha fatto”


LA VIA DI FUGA


La via di fuga era stata programmata nei minimi dettagli dagli imputati che quella sera non avevano parcheggiato la loro auto davanti casa come di consueto, bensì fuori dal cortile il che aveva permesso loro di scappare a piedi inosservati, approfittando del buio, della brevissima distanza tra la loro lavanderia ed il cancello principale , dalla posizione defilata della loro palazzina rispetto alla palazzina del ghiaccio dove si erano concentrati i primi soccorritori ..


In sede di confessione i due imputati hanno negato di aver parcheggiato la loro auto fuori dal cortile ma questo è stato ampliamente smentito in atti attraverso la deposizione del teste Lazzarini.


In pubblico dibattimento all' udienza del 6/2/2008 il Lazzarini, inquilino del piano di sopra ha confermato che al momento del suo rientro, tra le 19: 15 e le 19:30 quella sera l' auto dei coniugi romano non era nel solito parcheggio interno che era posizionato proprio di fianco al suo …


La circostanza tra l' altro è stata annotata dallo stesso Olindo nel corso del suo primo periodo di detenzione … altro pizzino … a pag. 63 “quella sera nessuno ci ha visto, così come noi non abbiamo visto nessuno. La nostra macchina era parcheggiata fuori …”


Gli aggressori non possono essere scappati dall' appartamento dei signori Frigerio:


Tutte le finestre dell' appartamento Frigerio erano chiuse, come confermato dalle testimonianze dei primi soccorritori, tra l' altro queste finestre potevano essere chiuse solo dall' interno, gli abbaini erano ad un' altezza tale da non essere raggiungibili se non attraverso l ‘utilizzo di un rialzo, tipo una sedia … nulla di ciò è stato rinvenuto in corrispondenza dei quattro abbaini … il tetto tra l' altro è difficilmente calpestabile considerando l' inclinazione delle falde e non porta ad alcuna via di fuga plausibile, comunque il tetto fu ispezionato ….


Gli aggressori non possono essere scappati dal terrazzo della casa di Raffaella:


Sul terrazzino non fu trovata alcuna traccia ematica, ne tanto meno sulle ringhiere, una che da verso il cortile e l' altra che da verso la strada, tra l ‘altro la ringhiera verso la strade era  per la quasi totalità coperta da una grossa pianta a cespuglio in un vaso montato su ruote industriali, nessuno spostò quella pianta e nessuno ne ruppe i rami … neppure sul muro sottostante o sul pluviale a lato vennero travate tracce ematiche … anche la difesa fece un paio di sopralluoghi e non risulta che trovarono qualche cosa di diverso … L' unica macchia, non ematica, rinvenuta a pochi centimetri dalla porta finestra può essere spiegata proprio dalla signora Bazzi quando durante l' interrogatorio del 10/1/07 a pag. 11, raccontò di essere uscita sul terrazzo per prendere un po' d' aria quando la loro fuga fu momentaneamente interrotta dall' arrivo della signora con il cane ….


Non mi so spiegare quindi come la difesa continui a dare per buona quest' ultima via di fuga …


Probabilmente perché rimarrebbe l' unica via di fuga per chiunque volesse scappare senza rischiare di essere visto o sulle scale o nel cortile …


Uscire sul pianerottolo, scendere dalle scale e attraversare la corte non avrebbe avuto senso per nessuno se non per i coniugi Romano perché era l' unica via per raggiungere la lavanderia.


Resta da spiegare poi come mai gli eventuali altri aggressori ipotizzati nella loro folle corsa verso il portoncino della palazzina, mentre i coniugi Frigerio scendevano le scale, invece  di accelerare il passo e guadagnare l' uscita, abbiano scelto di fermarsi ad aggredire a morte anche la signora Cherubini ed il sig. Frigerio … Olindo e Rosa avevano una ragione precisa per farlo, perché non potevano permettersi di lasciare in vita i loro vicini di casa, due persone che li conoscevano bene e che sarebbero state scomodi testimoni oculari dell' accaduto.


Unica via di fuga possibile e provata:


L' ultima traccia di sangue riconducibile ad una delle vittime, la signora Valeria, è stata rinvenuta sulla maniglia interna del portoncino della palazzina, i Romano nelle confessioni dicono che indossavano guanti, per questo mancavano impronte digitali.


Un' ulteriore macchia di sangue sempre riconducibile alla povera signora Valeria viene rilevata sulla parte della prima rampa di scale … quindi senza ombra di dubbio gli assassini devono essere per forza scappati dal portoncino …


La totale assenza di tracce degli assassini nella corte e in prossimità di tutte le uscite della corte fa propendere per l' ipotesi che la fuga dalla palazzina del ghiaccio si sia esaurita all' interno della stessa corte di via Diaz.


Non furono trovate macchie di sangue all' interno della lavanderia perché nella loro premeditazione maturata in almeno 3 settimane, avevano preparato, come spiegato nella confessione da Olindo, un grosso tappeto ma sottile, su cui si cambiarono, si tolsero tutti i vestiti scarpe e guanti compresi e li si rivestirono, misero tutto in sacchi preventivamente preparati e uscirono dal cortile …. Nella confessione Olindo indica il lavatoio pubblico dove si sono lavati, sapevano che se si lavavano in lavanderia avrebbero lasciato sicuramente qualche traccia, indica ogni cassonetto in cui butta i sacchi, sapendo che il giorno dopo sarebbero finito nell' inceneritore. 


TESTIMONIANZA SIGNOR MARIO FRIGERIO


Io ho poco da dire su questo punto a differenza della difesa che invece deve cercare in ogni modo di rendere inefficace la prova regina … e' stato in tal caso fatto largo uso delle intercettazioni e delle dichiarazioni effettuate dal sig. Frigerio in ospedale nelle prime settimane successive alla strage.


In quelle settimane il sig. Frigerio risulta comprensibilmente confuso e poco preciso, aveva assistito impotente alla morte della moglie, aveva subito un' aggressione violenta che lo portò in fin di vita e di cui porta ancora i segni …


La difesa dice di credere nella sua buona fede ma sostiene che il sig. Mario sia stato in qualche modo suggestionato dal Luogotenente Gallorini con delle domande sul letto d' ospedale, tesi avvalorata tra l' altro dall' ennesimo professorone di fama internazionale tale Piergiorgio Strata … peccato che questo professore però ha formulato ipotesi senza aver mai non solo analizzato la vittima ma neanche parlato con lei …


Comunque resta il fatto che  il sig. Mario nell' udienza dibattimentale del 26/2/2008 indicò senza dubbio  i Romano come suoi assalitori, più esattamente si disse certo di Olindo ma non del tutto di Rosa, indice della sua onestà.


Ho avuto modo di parlare con il sig. Frigerio più volte in questi anni, non sono un professore, non ho neanche mai studiato psicologia o psichiatria … ma mi fido del mio istinto che mi porta senza ombra di dubbio a credere alle sue parole, alle sue certezze, alla sua indubbia levatura morale, dote alquanto carente in questi tempi, che sono certo, gli avrebbe impedito di mandare in galera chiunque se non ne avesse avuto la certezza assoluta


LA MORTE DELLA SIGNORA VALERIA


Anche questo elemento sta molto a cuore della difesa perché quando arrivarono i primi soccorritori sentirono delle flebili richieste di soccorso provenienti dall' appartamento Frigerio all' ultimo piano.


Se fossero riusciti, grazie anche all' aiuto di un altro professore di fama internazionale Torre a provare che la signora Valeria era stata  uccisa al piano di sopra, avrebbero dimostrato che gli assassini erano ancora presenti all' arrivo dei soccorritori e che quindi sarebbero dovuti scappare o dal tetto o dal terrazzo … vie di fuga entrambe dimostrate impossibili … ma soprattutto avrebbero reso gravemente inconsistenti le confessioni dei coniugi Romano perche sul punto loro hanno sempre dichiarato di aver colpito la signora Valeria sulle scale e credendola morta insieme al marito e quindi scapparono …


Anche in questo caso le prove hanno dimostrato che le confessioni dei Romano aderiscono alla realtà oltre ogni ragionevole dubbio, non sono io a dirlo ma le due sentenze che hanno trovato più verosimile la versione dell' accusa.


Ma non serve essere un criminologo o un anatomopatologo per capirlo a mio avviso:


La vittima viene trovata inginocchiata davanti alla finestra, posizione assai strana per chi è morto durante un' aggressione, vedi altre vittime …


Le ferite riportate durante l' aggressione sulle scale erano gravi ma non tanto da impedirle di alzarsi e di cercare riparo in casa … autopsia del dott. Scola … Probabilmente i due assassini avevano perso un po' in lucidità a causa della fuga ..


Fu trovato il ponte dentale della signora sul pianerottolo di Raffaella, segno che la coltellata che le trafisse la bocca la ricevette pochi gradini sopra, Torre disse che poteva esserci arrivato per caso, magari con un calcio dato da uno dei soccorritori ... eccome no …


Il comandante dei Ris Garofalo disse che le macchie del suo sangue sui gradini che portano verso il suo appartamento sono circolari, indice del fatto che la signora camminava lentamente e non correva inseguita da chissà chi, ci sono impronte delle sue mani ben marcate, indice che la signora si appoggiava al muro in una lenta salita verso quello che lei sperava fosse la salvezza .


LA MACCHIA DI SANGUE SULLA SEAT AROSA DI OLINDO


Anche qua i difensori hanno dato battaglia, che non ha dato frutti nei due gradi di giudizio … quindi hanno provato e stanno provando spostare la questione a livello mediatico e come ? nell' unico modo possibile, denigrando l' operato delle forze dell' ordine, accusandole di negligenze e superficialità.


In aula la difesa ha tentato due vie:


la prima ipotesi fu che la macchia fosse stata portata involontariamente da uno dei CC che nel corso delle giornate che seguirono la strage ebbero un ruolo nelle indagini …


tre furono i Carabinieri che parteciparono alla prima ispezione dell' autovettura la notte della stessa strage, nessuno di loro era però passato prima di quella ispezione sulla scena del delitto … ed in ogni caso i tre chiarirono che l' ispezione dell' auto fu solo esterna e che nessuno di loro entrò.


La seconda ipotesi, formulata dal prof. Torre, fu che la traccia potrebbe essere stata portata sull' auto dagli stessi imputati per aver essi involontariamente calpestato del sangue che poteva essere rimasto anche dopo la notte della strage nel cortile di via Diaz … (i miei complimenti per la  fantasia)


Se fosse vero quella traccia di sangue avrebbe dovuto  presentare chiari segni di degradazione del DNA perché trasferita più volte da un supporto ad un altro (qualcuno l' avrebbe trasportata dal luogo della strage al cortile poi dal suolo della corte sarebbe stata trasferita sulla suola delle scarpe di uno degli imputati poi dalla suola delle scarpe sarebbe stata trasferita sull' autovettura per sfregamento) e sarebbe stata esposta a più fattori di degrado come l' abbondante acqua dei pompieri riversata in quella corte. Invece la traccia rinvenuta sull' auto di Olindo Romano è stata classificata come traccia di alta qualità perché il DNA di quella traccia è stato tratto da sangue vicino al sangue puro senza particolari fattori di degrado … quindi PROVENIENTE DIRETTAMENTE DALLA SCENA DEL CRIMINE.


Vedere relazione tecnica del dott. Previderè


Ed infine, non va dimenticato che tracce residue di sangue nel cortile non furono mai trovate in assoluto a causa dell' elevatissimo grado di compromissione dell' ambiente che ha reso vano ogni tentativo di rinvenire orme, impronte digitali o tracce ematiche a partire dal portoncino di ingresso della palazzina del ghiaccio in poi …


LE INDAGINI A SENSO UNICO, PISTE ALTERNATIVE


A differenza  degli avvocati della difesa, non nutro alcun dubbio sulla validità dello svolgimento delle indagini.


Ma alla luce dell' infamante attacco fatto nei nostri confronti, in particolare verso mio fratello, non nascondo che avrei desiderato che si fossero fatte molte più indagini sulla famigerata pista famigliare, ad avviso della difesa non sufficientemente battuta, il sospetto, anche se arrivasse da una sola persona,  è un ulteriore peso che non avremmo mai voluto sopportare.


CONCLUSIONE


Non credo e non riuscirò mai a credere che esista una qualsiasi persona che a vario titolo abbia seguito questa vicenda realmente convinta dell' innocenza di Olindo e Rosa …

Giuseppe (Beppe) Castagna

g.devita

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