Giovedì 28 Aprile 2011

De Sfroos, il corsaro
da Sanremo al Sociale

«Per avere donato ai romanzi di Salgari un sound originale e moderno, per l'amore suo e di suo padre per l'avventura e per i racconti di Emilio Salgari, per aver capito e averci spiegato con la sua musica che Salgari cercava nei suoi libri il suono esotico delle parole». È questa la motivazione con cui Sonia Salgari, nipote dello scrittore, ha conferito a Davide Van De Sfroos il premio "Corsaro nero 2011", ancora più importante, quest'anno, vista la concomitanza con il centenario della scomparsa dello scrittore veronese.
Una coincidenza, ha confessato Bernasconi, non ricercata «e che mi ha anche un po' spaventato», ha confessato ricevendo questo prestigioso riconoscimento. Non pensava a questo, l'artista laghée, ne si immaginava che la ballata del señor de Gomera ormai anziano e ritiratosi in Romagna assieme a Sandokan e agli altri pirati della Malesia, sarebbe stata selezionata da Gianni Morandi e Gian Marco Mazzi in persona per diventare la prima canzone in dialetto lombardo presentata al Festival di Sanremo, ai primi posti delle classifiche a poche ore dalla prima esibizione all'Ariston, forse non si immaginava neppure di dovere completare un album a “tappe forzate”, ma per quello, perché i dischi sono importanti, i dischi restano, il cantautore si è preso il tempo necessario, inviando Yanez, il cd, nei negozi un mese dopo la kermesse, vedendolo arrampicarsi fino al quarto posto in classifica di vendita (stessa posizione della graduatoria finale a Sanremo) e iniziando un tour teatrale che, stasera e domani, fa tappa a Como in un Teatro Sociale quasi completamente sold out (disponibili ancora pochissimi posti nelle gallerie).
Un'occasione, questa, per scoprire il lato più introspettivo di Van De Sfroos, un poeta che ha saputo coniugare musica pop con un idioma che è popolare solo per una ristrettissima cerchia di persone.
I detrattori, quelli che, probabilmente, hanno sentito due o tre canzoni quindici anni fa e poi nient'altro, dovrebbero assistere a queste performance per verificare se è vero che “scrive sempre le stesse canzoni”. Chi, invece, preferirebbe le saltellanti canzoni piene di grinta, più adatti agli spazi all'aperto, sappia che, appunto, arriverà il momento anche per quelle: oggi e domani l'atmosfera è giusta per gustarsi l'intimità della lirica tremezzina.
Alessio Brunialti

c.colmegna

© riproduzione riservata