Nuovi limiti sulla Regina
Sindaci infuriati con l'Anas

I Comuni non sono stati messi al corrente delle modifiche, ma il provvedimento è legittimo

CARATE URIO La storia dei cartelli destinati a abbassare la velocità massima da 70 a 50 chilometri all'ora collocati giovedì dall'Anas nel tratto della statale Regina che attraversa i comuni del Basso Lario ha provocato la protesta dei sindaci. L'irritazione per la decisione attuata dall'Anas in ossequio alla determinazione dei «centri abitati» è emersa a distanza di poche ore dall'avvenuta collocazione della nuova segnaletica. Il provvedimento Anas è stato riconosciuto legittimo in quanto la restrizione fa riferimento alla regolamentazione nazionale sui centri abitati, ma sono state criticate le modalità di attuazione in quanto nessuna informazione è stata data ai comuni, all'unione, e alla polizia locale.
«I rapporti con l'Anas – dice il presidente dell'unione Riva Romantica Daniele Maggi – non sono dei migliori. Basti pensare che da tre anni il comune di Carate Urio ha chiesto il permesso di installare un semaforo intelligente alla confluenza della strada che sale alla zona artigianale e al villaggio del Sassello e l'intervento è stato negato sostenendo che l'impianto andrebbe a interrompere il flusso su uno dei pochi rettilinei esistenti tra Cernobbio e Argegno, lo stesso dove ora si interviene per abbassare la velocità da 70 a 50 chilometri orari».
Risentimento viene manifestato dal sindaco di Laglio, Roberto Pozzi.
«Vorrei sapere a cosa è servita e a cosa serve la panacea federalista – dichiara Pozzi – se alla fine i comuni e i loro sindaci contano come il due di picche. Dico questo dopo il gran parlare che si è fatto sia con l'Anas che nelle riunioni tenute in prefettura rivolte a unificare la velocità a 70 chilometri orari in tutto il tragitto del Basso Lario dall'uscita nord della galleria di Cernobbio a Brienno».

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