Mercoledì 11 Maggio 2011

"Giù le mani dalla cittadella"
La Lega a gamba tesa sul Pdl

«Niente scherzi sull'area del vecchio Sant'Anna». A lanciare l'allarme è il capogruppo della commissione Sanità in Regione Lombardia, il leghista Stefano Galli, che entra a gamba tesa direttamente sul direttore generale dell'Asl Roberto Bollina, subentrato da gennaio a Roberto Antinozzi e in quota Pdl. Bollina, secondo quanto spiegano Galli e il collega Dario Bianchi «ha chiesto al direttore generale del San'Anna Onofri (in quota Lega, ndr) di avere in concessione trentennale alcuni spazi al San Martino». E da qui i lumbard scatenano la bufera che va a colpire prima il vertice di via Pessina e, contestualmente, il coordinatore del Pdl sul Lario, il senatore Alessio Butti. «Come Lega - tuona Galli - siamo contrari a possibili speculazioni edilizie e gli accordi di programma devono essere rispettati, non possono. Mi sembra strano che il direttore dell'Asl Bollina non abbia ancora metabolizzato la situazione, forse è a Como da poco tempo, e questo è l'unico alibi che può avere. Se così non fosse, mi verrebbe da pensare che una speculazione edilizia possa convincere troppe teste a non fare gli interessi dei comaschi». Non solo. Il consigliere regionale, che anni fa era stato anche commissario provinciale del Carroccio, non fa troppi giri di parole: «Andare al San Martino, come vuole fare Bollina, è uno spreco di denaro pubblico consistente, che va a compromettere il campus e pure la cittadella sanitaria di via Napoleona. Dice che gli sono stati promessi 2 milioni di euro dalla Regione, ma in questo periodo proprio non credo sia così e comunque i fondi vanno destinati alla cittadella sanitaria. Qui si deve solo dare atto alla politica, ai consigli comunale (aveva dato il via libera alla variante urbanistica per la cittadella il 28 marzo scorso con un solo voto contrario, ndr) e provinciale, di essersi espressi chiaramente. Si lavori in armonia per realizzare quello che si attende la gente, ma non accettiamo che vengano messi bastoni tra le ruote». Pare addirittura che lo stesso direttore generale della sanità lombarda, Carlo Lucchina, sia già intervenuto su Bollina per stoppare l'operazione San Martino. Poi l'affondo al Pdl: «È ora di capire se nel Pdl ci sono dei voltagabbana che in aula votano in un modo e in realtà hanno altri disegni. Se ci sono vengano allo scoperto. Altrimenti si abbia il coraggio di dire che non si è d'accordo e si cambino le cose, anche se francamente non credo proprio sia possibile». È imbufalito Galli: «Sta agendo in modo scorretto nei confronti di un Comune, della Provincia e della stessa Regione Lombardia. Non cerchi di cambiare le carte in tavola e si attenga a quelle approvate. Non vorrei ci fosse in atto un'operazione che vuole apparentemente passare sopra le teste dei comaschi utilizzando un direttore nuovo. Sia chiaro: niente scherzi».
Rincara la dose il comasco Bianchi: «In Italia non c'è niente di più definitivo delle cose provvisorie e chiedere una concessione trentennale per il San Martino ha un solo significato. Qualunque risorsa economica disponibile va convogliata su via Napoleona e sulla cittadella. A disposizione il Sant'Anna ha sei milioni, se si aggiungono i 2 milioni che Bollina vuole usare per il San Martino si arriva a 8. Bene, con questi otto milioni si facciano dei lavori al vecchio Sant'Anna. Di ristrutturare il San Martino non se ne parla nemmeno. Altrimenti si dica chiaramente che l'idea è quella poi di restare là e di andare a destinare un'altra parte di via Napoleona alle residenze. E questo è inaccettabile. Siamo pronti a fare le barricate, siamo di fronte a idee senza senso: da una parte si blocca il campus e dall'altra pure la cittadella. Assurdo».
Gisella Roncoroni
g.roncoroni@laprovincia.it

p.berra

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