Sabato 14 Maggio 2011

Stefania Albertani folle?
Battaglia in aula

CIRIMIDO Per quattro ore ha ascoltato luminari dibattere sulla sua capacità di intendere e di volere. Sulla sua lucidità, totale o parziale, il giorno in cui ha ucciso la sorella maggiore e le ha quindi dato fuoco. Per quattro ore è rimasta in silenzio, nell'aula delle udienze preliminari, mentre psichiatri e specialisti si confrontavano in un faccia a faccia che rischia di diventare, in un futuro molto prossimo, materia di studi nelle università. E in quell'aula ci ritornerà tra sei giorni, ma questa volta per sentire la sentenza a suo carico.
Lezione di neuropsichiatria criminale si annunciava e tale è stata, l'udienza preliminare di ieri mattina a carico di Stefania Albertani, in carcere con l'accusa di aver ucciso la sorella maggiore Maria Rosa, di averle dato fuoco e di aver tentato di uccidere pure i genitori, prima di essere arrestata dai carabinieri del reparto investigativo di Como.
Su richiesta degli avvocati difensori, Gerardo Spinelli e Guglielmo Gulotta, il giudice delle udienze preliminari Maria Luisa Lo Gatto aveva fissato l'appuntamento di ieri quando consulenti della difesa, dell'accusa e il perito nominato dal tribunale si sono dati battaglia sulle consulenze psichiatriche fatte sull'imputata. Quelle tradizionali, da parte del consulente della procura e del perito nominato dal tribunale, Adolfo Francia, che hanno concluso per la piena imputabilità e punibilità di Stefania Albertani, e quella della difesa, frutto di una nuova disciplina in materia psichiatrica, le cui conclusioni - parziale vizio di mente dell'imputata - si sono basate sul lavoro di un biochimico e di un neuropsicologo. Pietro Pietrini, biochimico dell'università di Pisa, e Giuseppe Sartori, della neuropsicologia dell'università di Padova, hanno studiato il caso Albertani bassandosi su una serie di esami e accertamenti neurologici sul cervello di Stefania Albertani.
A insistere per questo tipo di accertamenti era stato il professor Gulotta, che oltre ad essere avvocato è anche psicologo, e secondo il quale «la complessità della vicenda merita e giustifica un'indagine moderna e competente per accertare la sua reale capacità di intendere e di volere». Da qui la decisione si esplorare il cervello dell'imputata, anche sulla base di recenti studi che hanno dimostrato come le varie fasi della formazione del nostro cervello influiscano direttamente sui comportamenti.
La lunga udienza preliminare di venerdì mattina è stata quindi aggiornata a venerdì prossimo, per quando sono attese le conclusioni dei pubblici ministeri - con la richiesta di condanna - dei difensori e la sentenza del giudice.

f.angelini

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