Mercoledì 18 Maggio 2011

Le immagini della Cantù passata
raccolte in un libro di cartoline

CANTU' Dal libro riemerge la Cantù che prima c'era e adesso non c'è più. Sepolta da nuovi indirizzi, nuovi scorci, nuove costruzioni. Il volume, per ora, è stato stampato in pochissime copie. «Ma non è escluso che presto qualche associazione locale possa farsi carico di mettere il proprio logo su una pubblicazione più diffusa», dice l'autore, Carlo Borghi. Trattasi della storia di Cantù raccontata in 96 cartoline, dai primi del Novecento agli Anni Cinquanta. Quando le prime auto comparivano in piazza Garibaldi e la larga e carreggiabile via Manzoni era qualcosa di simile a una strettoia.
«Abbiamo scelto le più significative tra trecento cartoline, in parte mie e in parte del mio amico Carlo Montorfano - dice Carlo Borghi - e viene fuori un'altra Cantù, passata, dimenticata». Tra le cinquantaquattro pagine, si intravedono anche piccoli spaccati sociali dell'epoca. Anni Venti, l'Albergo Centrale che ordina la scorta di vermouth per gli aperitivi. O, ancora, i saluti dell'onorevole Arconati, per l'inaugurazione della lapide in piazza Giuseppe Garibaldi, dedicata all'Eroe dei Due Mondi. Sempre in piazza - il soggetto più protagonista di tutte le cartoline - le cartoline raccontano di quella prima fontana al centro. I primi taxi, tra paesaggi di borgo contadino nelle vie centrali. Deserte, senza palazzi, le antiche vie perdute. Come viale Stazione Adriatica. Pochissimi saprebbero indicarla. Oggi è semplicemente via Como. C'era, ed è stata cancellata dalle nuove indicazioni, anche la via Vittorio Emanuele, diventata nei decenni pedonale, per essere dedicata a Giacomo Matteotti.

r.foglia

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