Martedì 28 Giugno 2011

Vighizzolo, quanti dubbi
sul futuro del "Fumagalli"

CANTU' Bocche chiuse, sguardi stizziti e zero voglia di affrontare l'argomento finanze, alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Anche se la notizia del rosso da 1 milione e 800mila euro è stata fornita direttamente dal pulpito, durante le messe prefestive e festive. Notizia delle banche che faticano a rinnovare crediti e delle casse parrocchiali che sperano nell'ossigeno derivante vendita di parte del patrimonio: l'ex oratorio femminile di via Pasubio e, probabilmente, anche cinque appartamenti affittati agli anziani, in centro frazione. Notizie dei problemi del teatro Fumagalli, non agibile e pure quello a rischio. L'annuncio è arrivato proprio da don Carlo Carubelli, arrivato un paio d'anni fa nella canonica di Vighizzolo. Ora, don Carubelli – dopo aver annunciato la situazione e avere letto parte della lettera dell'ufficio amministrativo diocesano scritta dal responsabile don Vincenzo Barbante, è fermo nel non voler commentare o spiegare la situazione.
Ma don Carubelli non è l'unico a non volersi esprimere. Molti preferiscono svelare qualche particolare in più soltanto in forma anonima. E anche esponenti del comune, che con Vighizzolo hanno un rapporto stretto, sembra quasi stiano cercando di sfuggire alle telefonate. La situazione sembra oggettivamente difficile, se, come sembra, i conti di Vighizzolo preoccupano anche la Curia di Milano. Che non si è mossa di sua spontanea volontà, a quanto risulta, ma il cui intervento è stato auspicato direttamente alla parrocchia, proprio per avere indicazioni su come comportarsi e cosa fare. Indicazioni arrivate nella lettera affissa alla porta della chiesa.
C'è poi il rebus del Fumagalli. La Curia conferma che la struttura è inagibile. Gli impianti, come spiegano i tecnici consultati dalla Diocesi , non sono infatti aggiornati alle nuove normative. Servirebbero 150mila euro che al momento non ci sono. «E' un problema tecnico, di adeguamento impiantistico – spiega l'ingegner Emilio Stucchi, il tecnico che ha dato la sua opinione alla Diocesi – sono da aggiornare gli impianti antincendio, elettrici e sonori. La Curia non si prende la responsabilità di quello che potrebbe succedere». Per questo è stato chiesto di sospendere l'attività teatrale. Dall'altra parte, però, c'è l'ottimismo degli addetti ai lavori. «Al momento - spiega Ernesto Moscatelli - non abbiamo notizia sulla sospensione della prossima stagione che è ormai al perfezionamento finale. Abbiamo infatti già raggiunto accordi con l'agenzia Utim di Milano sui nomi degli artisti e agli spettacoli in cartellone. Crediamo fortemente che si debba proseguire, anche perché il teatro Fumagalli non significa solo "stagione teatrale" ma offre una serie di servizi non irrilevanti per l'intera comunità».
E l'inagibilità? Moscatelli afferma: «Innanzitutto va detto che l'inagibilità riguarda la questione della prevenzione incendi e che la messa a norma non richiede necessariamente la chiusura del teatro, visto che gli adeguamenti si possono fare in corso d'opera. L'importante è trovare i fondi per iniziare l'intervento e per questo facciamo appello a tutti coloro che possono aiutarci, tra enti pubblici ma soprattutto sponsor privati, tra cui il nostro sostenitore storico, la Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù». Dunque l'appello è lanciato. «Il buco finanziario della parrocchia non è una questione che riguardi il Fumagalli - tiene a precisare Moscatelli - Anzi, gli utili prodotti dal teatro sono sempre andati a beneficio della parrocchia stessa, senza contare che, come detto, la sala svolge un servizio importante con le rassegne di cinema per  i piccoli, le strutture per il concorso pianistico e per i saggi, e altro. Se il teatro troverà, come ci auguriamo, l'aiuto che merita, potrà andare per la sua strada».

m.butti

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