Giovedì 30 Giugno 2011

Più di sei milioni in tre anni
Conto finale delle doti lavoro

COMO - Più di sei milioni di euro di aiuti. A tanto ammonta il contributo messo in campo dall'Amministrazione provinciale di Como dall'inizio della crisi economica mondiale – correva l'anno 2008 – al maggio di quest'anno, uno sforzo cospicuo che, attraverso le cosiddette «doti lavoro», ha consentito di realizzare ben 2400 progetti personalizzati per altrettanti comaschi senza lavoro, con l'inserimento a tempo indeterminato di un migliaio di lavoratori altrimenti senza uno stipendio. I risultati di questa politica sono sotto gli occhi di tutti. Calano, infatti, le domande di lavoro presentate ai centri per l'impiego lariani; cresce, parallelamente, il numero degli avviati al lavoro. Dati diffusi dall'Osservatorio provinciale sul mercato del lavoro che, in riferimento ai primi cinque mesi dell'anno, lasciano tutto sommato ben sperare rispetto al biennio, oltremodo critico, che l'economia lariana si è lasciata alle spalle. Indicatore privilegiato di questo miglioramento complessivo sono le domande di lavoro inoltrate ai centri. Prendendo a riferimento il periodo che va da gennaio a maggio, nel 2011 sono stati consegnati 6768 moduli di richiesta, vale a dire il 10% in meno rispetto al 2010 (quando le richieste, in crescita dello 0,4% in riferimento al 2009, erano state 7548 contro le 7518 dell'anno precedente). Se si confermasse l'andamento, a fine anno il totale dovrebbe essere ancora una volta in decremento in raffronto alle 18537 del 2009 e alle 17465 del 2010. Il 30% delle pratiche è gestito a Como, il 25% ad Appiano Gentile e il 20% a Cantù. «Il trend – dice l'assessore provinciale al lavoro, Alessandro Fermi – è sicuramente positivo. Non solo è in calo l'affluenza ai centri per l'impiego ma, nel complesso, cresce anche il numero degli avviati al lavoro». Questo secondo indicatore è in netto miglioramento: nei cinque mesi di riferimento, a Como e provincia hanno iniziato un lavoro subordinato 23.571 persone (45% donne), con una crescita dell'11% rispetto al 2010 (lo scorso anno furono 21.316), peraltro in aumento sul 2009 del 4% (due anni fa, gli avviati furono 20.590). Il dato, di per sé confortante, è ancora più importante se valutato in ordine delle fasce d'età degli inseriti. Il 51% degli avviati ha meno di 34 anni (3% sotto i 19 anni, 18% tra i 19 e i 24 anni, 16% tra i 24 e i 29 anni, 14% tra i 29 e i 34 anni). «Differentemente da quanto avveniva nel 2008, quando Como era fanalino di coda in ambito regionale per quanto attiene l'inserimento dei giovani tra i 16 e i 25 anni – continua Fermi – oggi scopriamo che siamo secondi solo a Bergamo. Si tratta di un bel segno di vitalità». In tema di disoccupazione, Como è scesa nel 2010 sotto la media lombarda (5,1% contro il 5,6% regionale), dopo due anni in cui era stata superiore (5,7 contro 5,4% nel 2009, 4,2 contro 3,7% nel 2008). «Siamo stati tra le province più colpite dalla crisi e, d'intesa con sindacati e imprese, abbiamo messo in campo iniziative innovative che hanno dato i loro frutti», conclude l'assessore.
Alberto Gaffuri

p.berra

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