Domenica 03 Luglio 2011

Salvo dopo l'incidente:
"una cena ai soccorritori"

GRAVEDONA Se l'è vista davvero brutta, venerdì pomeriggio, Davide Marelli, quando con il suo trial ha fatto un volo di una quarantina di metri in una scarpata sui monti di Plesio. Per recuperare il trentanovenne socio e cuoco dell'ostello di Menaggio, il 118 ha dovuto richiedere l'intervento degli uomini del soccorso alpino i quali, solo dopo un lavoro intenso, sono stati in grado di portarlo in un punto accessibile dall'elicottero, che l'ha trasportato d'urgenza all'ospedale di Gravedona. L'esito degli esami è stato positivamente sorprendente: una costola rotta e un versamento polmonare. Davide, è un motociclista esperto; lo scorso inverno ha attraversato tutta l'Argentina con una Suzuki 125. Nella sua camera d'ospedale, lo interrompiamo mentre segue le prove della MotoGp valide per la gara del Mugello, segno che la passione per le due ruote non è stata scalfita dallo spavento.
Come stai?
Bene, ho preso degli antidolorifici e anche qualcosa per dormire, infatti ho dormito come un sasso.
Raccontaci com'è andata.
Questo fine settimana dovevo fare due cose che non sono andate in porto. Prima è saltato un giro in Vespa sulle Dolomiti, 600 chilometri in due giorni che avrei dovuto raccontare su Motociclismo. Allora ho pensato di percorrere in trial i percorsi dei contrabbandieri fra Breglia, Carcente, Sant'Amate, Cavargna e arrivare a Grandola, ma senza i permessi necessari sono stato respinto dalle guardie forestali. Così ho deciso di provare questo percorso sopra la Chiarella. È un sentierino del cavolo in costa ma con dei punti molto esposti e in uno di questi sono scivolato.
Un lungo volo, prima di fermarsi nel letto del torrente, e poi?
Ho recuperato gli occhiali e mi sono messo a sedere, ma ho capito che mi ero rotto una costola perché mi faceva malissimo. In mezz'ora sono arrivati con l'ambulanza, ma non riuscendo a raggiungermi ho dovuto attendere un'altra mezz'ora che ci provassero i ragazzi del Cai di Menaggio. Ogni momento che passava mi preoccupavo di più, perché sentivo lo stomaco che si gonfiava e, infatti, c'era un versamento. In quei momenti ti viene da pensare male.
Gli amici dell'ostello di Menaggio ti aspettano.
Mi terranno tre o quattro giorni in osservazione, poi vediamo. Appena rientro offrirò una cena ai ragazzi che hanno recuperato prima me e poi la moto.
Tutto sommato, è andata proprio bene.
Per fortuna avevo avevo la giacca, il casco, i guanti e gli stivali che mi hanno protetto. Rotolando a valle ho preso botte dappertutto e senza protezioni forse non sarei qui a raccontarla.

f.angelini

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