Venerdì 09 Settembre 2011

Spaziani: "Il mio amico Montale
Dietro il poeta un compagno di giochi"

"Sono stata molto vicina a Montale per quattordici anni, ma anche quando eravamo distanti, ci siamo sempre sentiti nonostante lui non avesse tanta passione per quello che aveva definito "il diavolo cancellatore", ossia il telefono. Con questo mezzo la gente ha smesso di scrivere lettere e quindi non rimarrà per i nostri discendenti una quantità di notizie e di sfumature  che si possono avere soltanto con gli scritti".
Il 12 settembre 2011 ricorre il trentennale della morte di Eugenio Montale, premio Nobel nel 1975, e la poetessa Maria Luisa Spaziani ha pensato di riunire in un libro i ricordi di una felice stagione della sua vita.
"Montale e la Volpe" (Oscar Poesia, pp. 112, € 11) è un sincero memoir in cui la Spaziani racconta l'incontro con il poeta, i tanti anni della loro vicinanza, le passioni comuni, gli interessi e gli amici con i quali hanno spartito molto del loro tempo. Il tutto si propone come un ritratto originale di una delle voci liriche più apprezzate a livello mondiale, che la francesista, autrice di numerose raccolte di poesia, colora con simpatiche rivelazioni.
"Ci siamo visti spesso anche se io abitavo a Torino e lui a Milano. La nostra è stata davvero una grande amicizia contrassegnata dall'umorismo, dai paradossi, dai giochi che facevano del poeta un uomo completamente diverso. Tanto è vero che nessuno s'immagina Montale così, o ballando la baiadera con il tovagliolo stretto in vita, la prima volta che venne a pranzo a casa dei miei genitori. Tutti lo vedono come una sorta di monumento sacro".

Leggi l'intervista di Francesco Mannoni sull'edizione del 10 settembre 2011 de "La Provincia di Como"

b.faverio

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