Giovedì 22 Settembre 2011

Toh, hanno perso gli atti
La Finanza dovrà tornare

COMO «Dottore, c'è qui la Guardia di finanza». Sono le nove del mattino di un assolato primo giorno d'autunno, a Palazzo Cernezzi. Nunzio Fabiano, city manager del Comune, accoglie le fiamme gialle con la consueta affabilità: «Vi aspettavo. Siete qui per la sentenza del tar che ci ha dato ragione sulla Ticosa, vero?».
È iniziata con una doccia fredda, l'altroieri, la giornata di straordinaria agitazione a caccia dei documenti sullo scandalo box. Il giorno dopo il blitz si rincorrono notizie, indiscrezioni e qualche leggende sulle interminabili otto ore vissute dai funzionari del Comune con gli uomini del nucleo di polizia tributaria.
Che guastafeste, questi finanzieri. Il direttore generale, così preparato sul tema Ticosa, mai avrebbe pensato di vedersi consegnare a freddo un decreto di sequestro di «copia di tutta la documentazione relativa alla locazione (o comunque alla cessione in godimento a privati) da parte del Comune di locali di proprietà dell'ente destinati ad autorimessa relativamente al periodo dal 2006 ad oggi». In via Vittorio Emanuele è stato subito il caos. Anche perché si è capito quasi subito che una fetta non indifferente degli atti relativi allo scandalo dei box, concessi senza gara e a prezzi d'occasione a dirigenti, ex dirigenti e parenti di dirigenti di Palazzo Cernezzi, non si ha neppure idea di dove possa essere finita.
Dopo otto ore di attesa e di frenetica attività di fotocopie, gli uomini della Guardia di finanza hanno così abbandonato Palazzo Cernezzi con solo una parte dei fogli ritrovati e con una promessa: «Torneremo la prossima settimana».
Il guaio è che ora si dovrà recuperare l'esile traccia di determine dirigenziali, contratti e altra documentazione inerente la locazione di posti auto e garage di proprietà pubblica.

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a.savini

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