Lunedì 10 Ottobre 2011

«Como, piazza Cavour
palazzi a rischio crollo»

COMO Non sono tutti schiaffi, quelli assestati dai consulenti della Procura agli enti responsabili dello scempio paratie. Nelle quasi 400 pagine di perizia depositata nel fascicolo del pubblico ministero Simone Pizzotti, infatti, se ne ritrovano anche una decina dove gli esperti ammettono che «le opere progettate e in corso di realizzazione alterano» sì «l'assetto idraulico dei luoghi», ma «la valutazione nei confronti dei risultati attesi è positiva». Come dire: almeno sul fronte della difesa della piazza dalle acque del Lario le paratie saranno utili.
Per chi ama il bicchiere mezzo pieno, il passaggio sottolineato dai periti della procura è sicuramente una buona notizia. Qualora si ignorassero, però, i restanti capitoli di una consulenza che, nel suo complesso, suona decisamente critica nei confronti del cantiere per le paratie. Critica e preoccupata, soprattutto per i potenziali pericoli per gli edifici che si affacciano sul lungolago.
Scrivono l'ingegner Virgilio Anselmo, l'architetto Carlo Maria Buttini e il geologo Mauro Castelletto: «Durante l'esecuzione dei lavori si sono verificate numerose lesioni in corrispondenza dei marciapiedi di fronte all'hotel Metropole e Suisse e all'interno dello stesso fabbricato collegabili ai lavori di cantiere». Crepe e «lesioni» che sono apparse pure sulla stessa piazza Cavour e che suonano inquietanti soprattutto a fronte della consulenza fatta fare dalla proprietà dell'albergo secondo la quale i lavori «causeranno sicuramente dissesti alle strutture interrate del Metropole e dell'Immobiliare Venezia di entità difficilmente prevedibile» ma in ogni caso «deleteria per la loro stabilità». La consulenza, infatti, fotografava le fondamenta degli edifici come «in condizioni prossime alla rottura».
Su questo punto i periti della Procura hanno voluto vederci chiaro e, un anno e mezzo fa, hanno effettuato un sopralluogo all'interno del Metropole, nel corso del quale «è stato verificato che l'edificio è stato interessato al suo interno, al piano terreno e ai piani superiori, da una serie di fessurazioni e lesioni collegabili» al cantiere. E anche «il marciapiede di fronte risulta lesionato in più punti». Pur con toni meno catastrofici di quelli usati nello studio commissionato dallo stesso hotel, i periti nominati dalla magistratura cittadina sottolineano: «Non è possibile al momento garantire che la situazione non possa evolvere in peggio con l'eventuale inutilizzo di parti dell'edificio». Al punto da spingerli a suggerire un intervento per scongiurare il rischio di crolli: «Occorrerà prendere in considerazione - si legge nella perizia - il rinforzo delle fondazioni degli edifici esistenti mediante l'esecuzione di opere che permettano l'ancoraggio profondo delle» fondazioni «attuali».

Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola lunedì 10 ottobre

a.savini

© riproduzione riservata