Lunedì 17 Ottobre 2011

Il Fisco fa pace con i debitori
Paghi (meno) e chiudi i conti

COMO Un contribuente comasco su 500 è in lite con il fisco per un valore fino a 20mila euro: ora può far pace a costo agevolato se accetta di chiudere entro il 30 novembre la causa pendente davanti alle commissioni tributarie o alla Corte di cassazione alla data del primo maggio scorso.
Sono infatti 650 i comaschi coinvolti nell'operazione «Far pace con il fisco in poche mosse», provvedimento contenuto nella recente manovra correttiva dei conti pubblici. In tutta la Lombardia, sono 16.000 i giudizi di valore fino a 20.000 euro che risultano potenzialmente sanabili, come rende noto l'Agenzia delle Entrate e il 4,10% di questi si trovano nella provincia di Como, che conta 350mila contribuenti in tutto.
Per le piccole somme, i comaschi non sono tra i più litigiosi con il Fisco: il 75% delle pendenze si concentra nelle province di Bergamo, (9,35%), Brescia (9,66%); Milano fa la parte del leone con il 39,14% e Varese è quarta con l'8,69%.
Come spiega l'Agenzia delle Entrate, non possono essere chiuse le cause relative al rifiuto, espresso o tacito, di restituire i tributi; sono escluse anche le liti sull'omesso versamento e quelle collegate ai precedenti condoni.
Gli importi previsti: se il valore della lite è di importo fino a 2.000 euro, la somma da pagare è di 150 euro. Se il valore supera i 2.000 euro, la somma da pagare è pari al 10% del valore della lite nel caso di provvisorio esito favorevole al contribuente, mentre è pari al 30% se non c'è ancora sentenza e al 50% se l'esito del giudizio è stato favorevole all'Agenzia.
Si tratta di una transazione, dunque, tra il contribuente e lo Stato ed ha suscitato più di una perplessità in chi ritiene di aver ragione, tanto che, per farla valere, si è rivolto ad un giudice tributario. Ma poichè i processi sono sempre incerti e i tempi sono lunghi, costi non sempre compensati, il Fisco offre una via d'uscita breve, come se dicesse: «Facciamo un po' per uno e non se ne parlerà mai più», anche perché, in questo momento, è assoluto il fabbisogno di gettito per le casse pubbliche.
C'è chi ha notato sproporzione tra il 10%  a carico del contribuente che ha ottenuto una sentenza favorevole, ancorchè in primo grado di giudizio, e il 50% a carico del contribuente che ha perso, ma quando calano le reti, possono pescare pesci di qualsiasi dimensione e questo non esclude certo la «caccia all'evasore», soprattutto a quello che mette in atto strumenti sempre più sofisticati per frodi da milioni di euro. Per chiudere le liti in modo agevolato, le scadenze da tener presenti sono due: entro il 30 novembre prossimo, vanno versate le somme dovute. Entro il due aprile 2012, occorre presentare la domanda di definizione della lite: il modello si può trovare sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate (www. agenziaentrate. gov.it) o negli uffici territoriali.
Non sarà possibile pagare a rate le somme dovute, né compensarle con crediti d'imposta, né ottenere il rimborso di somme pagate in pendenza di giudizio.

Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola lunedì 17 ottobre

a.savini

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