Lunedì 24 Ottobre 2011

Lega, nella lista nera di Bossi
ci sono anche due comaschi

COMO L'onda della resa dei conti scoppiata all'interno del Carroccio, arriva sul Lario. Due parlamentari, il canturino Nicola Molteni (da sempre vicino al segretario nazionale Giancarlo Giorgetti, in parabola discendente) e l'erbese Erica Rivolta, secondo i bene informati sono nella black list del capogruppo a Montecitorio Marco Reguzzoni. Per loro niente trasmissioni tv e ipotesi - sempre più concreta - di non ricandidatura. Ed è infatti proprio alla Camera che è scattata la rappresaglia nei confronti dei maroniani, mentre al Senato (dove siede il terzo parlamentare comasco, Armando Valli, da sempre vicinissimo al Senatùr) la situazione è radicalmente diversa.
In ogni caso in riva al lago sono già partite le strategie che potrebbero creare più di un problema ai due esponenti lumbard. Il presidente della Provincia Leonardo Carioni, non è un mistero per nessuno, ha un filo diretto con Umberto Bossi e da settimane ormai preme sull'acceleratore per candidare il giovane Molteni (a Roma è capogruppo in commissione Giustizia, mentre nel Comasco è stato segretario provinciale dal 2003 al 2006) alla poltrona di sindaco di Cantù. Poltrona difficile da mantenere - ne è consapevole lo stesso Carioni che l'ha confidato a esponenti lumbard, ma anche a parecchi pidiellini - sia per i guai a livello nazionale del centrodestra, sia per il malcontento nei confronti dell'attuale primo cittadino, Tiziana Sala. In pratica se Molteni dovesse vincere non avrebbe fatto altro che riconfermare la bandierina verde in una storica roccaforte (e, viste le nuove norme, da sindaco non potrebbe più essere parlamentare). Sarebbe invece responsabile di un'eventuale sconfitta che gli sbarrerebbe la strada del ritorno a Roma.
Sulla graticola delle amministrative potrebbe seriamente farsi male anche la Rivolta, che a Erba aveva rotto l'alleanza con il sindaco piediellino Marcella Tili. Correndo da solo il Carroccio ha chance molto ridotte di vincere e per la Rivolta il ritorno a Roma sarebbe di fatto quasi impossibile.

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a.savini

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