Martedì 01 Novembre 2011

L'ospedale di Kalongo chiama
nel nome di padre Ambrosoli

Kalongo chiama Como nel nome di padre Giuseppe Ambrosoli per rinsaldare un rapporto che dura da più di mezzo secolo e per trovare i fondi necessari a continuare la sua opera
Il nome di questa piccola città nel nord della tormentata Uganda è infatti diventato abituale per molti comaschi grazie all'ospedale fondato del missionario comboniano originario di Ronago morto il 27 marzo 1987 in piena guerra civile. Il piccolo dispensario costruito nel 1956 oggi è un'efficiente struttura sanitaria con 345 letti, 7 reparti, 2 sale operatorie, un laboratorio di analisi e radiologia cui è collegato un poliambulatorio esterno. Una realtà importante sia per le dimensioni che per il ruolo che occupa all'interno della difficile realtà locale che per poter continuare l'opera di assistenza sanitaria alla popolazione locale ha bisogno di un importante sostegno.
A garantire in tutti questo anni un flusso costante di aiuti per finanziare l'ospedale e le iniziative collegate, la Fondazione che porta il nome del missionario comasco costituita nel 1998 dai Comboniani e dalla famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli per dare continuità e futuro all'ospedale ugandese e alla scuola specialistica per ostetriche fondata nel '57.
Con la fine della guerra civile infatti sono venuti meno una serie di finanziamenti garantiti dalle organizzazioni internazionali e, viste le precarie condizioni economiche della popolazione locale, impossibile pensare a forme di autofinanziamento dell'ospedale attraverso il pagamento delle rette. «Da qui la necessità di sviluppare nuove modalità di raccolta fondi oltre a garantire un aiuto manageriale per la gestione dell'ospedale» spiega Giovanna Ambrosoli, nipote di padre Giuseppe, vicepresidente operativo della Fondazione. Proprio per far conoscere meglio a vecchi e nuovi sostenitori dell'opera di padre Ambrosoli nei prossimi mesi sono un calendario un concerto e una mostra che si svolgeranno a Como .

e.conca

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