Domenica 04 Dicembre 2011

Clan della 'ndrangheta a Como
Puntavano ad avere un politico

COMO Puntava a conoscere il candidato comasco al Parlamento, il boss della 'ndrangheta. È quanto emerge da un'intercettazione inserita nell'ultima ordinanza contro il clan Valle-Lampada, la stessa costata l'arresto dell'avvocato con studio a Como Vincenzo Minasi. La conversazione finita negli atti della Dda avviene tra il presunto «capo e organizzatore» del clan recentemente finito in carcere, Giulio Lampada, e l'ex assessore provinciale di Milano Antonio Oliverio, già finito sotto inchiesta (e assolto) per la collaborazione con Ivano Perego e Salvatore Strangio. Oggetto del desiderio l'ex assessore di Como (nella giunta Simone) Pasquale De Feudis.
È il 15 marzo 2008, campagna elettorale per le Politiche. Lampada chiama Oliverio: «Senti, Antonio, ti volevo chiedere una cosa... mi telefona un amico di Reggio Calabria per chiedermi se conosco un esponente dell'Udeur... Fidedius, una cosa del genere». Oliverio: «De Feudis, sì». Lampada: «Cos'è, un consigliere? Un deputato?». Oliverio: «No, no è l'ex segretario provinciale di Como (dell'Udeur ndr)». Lampada: «Sei in buoni rapporti?». Oliverio: «Molto. È il direttore della Colacop, il Consorzio cooperative lombarde. Fammi conoscere i motivi...». Lampada: «So soltanto che mi ha detto se riuscivo a conoscerlo...». Oliverio: «Non c'è problema».
Commenta il giudice: «Lampada strumentalizza la conoscenza con Oliverio - ben disponibile a prestarsi al gioco - per allargare la rete di conoscenze».
E De Feudis? Davvero conosceva Oliverio? «Era il coordinatore regionale dell'Eudeur - ricorda - e l'ho conosciuto in quella veste. Io non ero iscritto, ma fui candidato come indipendente nel collegio di Milano 2. Oliverio lo conoscevo perché mi fu presentato da Clemente Mastella in occasione della presentazione delle liste alla Camera, ma al di là di quel rapporto…».
L'ex politico Udeur, ora nella direzione provinciale del Pd, torna con la mente a quel marzo: «Se sono poi stato contattato dal boss? Assolutamente no… eravamo in piena campagna elettorale e in quel vai e vieni pre elettorale è difficile ricordare con precisione chi ho conosciuto o sentito. Però no, non c'è stato alcun tentativo di aggancio con quel Lampada».
Resta l'allarme dei magistrati antimafia

a.savini

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