Domenica 18 Dicembre 2011

L'Istat: l'inflazione frena
Ma il carrello è più caro

COMO L'inflazione frena, ma il carrello della spesa aumenta. È così a livello nazionale, ma i riflessi della crisi e del contestuale aumento dei prezzi dei beni di largo consumo (alimentari in testa) si vedono anche nel capoluogo. Il dato dell'inflazione segna nell'ultimo mese un calo dello 0.1%, esattamente come a livello nazionale, anche se il valore tendenziale annuo a Como è del 3.4% contro il 3.3% nazionale.
Nell'ultimo mese il capitolo con più aumenti è quello dell'istruzione con l'1.7% in più (il dato nazionale è decisamente più basso, con una variazione dello 0.1%). Variazioni al ribasso si registrano nei trasporti (-0.5%), nelle comunicazioni (-0.2%), per spettacoli e cultura (-0.6%), ristoranti (-0.7%). A livello annuale il salasso maggiore è stato per l'abitazione (6.8%), seguito dai trasporti (6.7%), dalla ristorazione (5.9%) e dalle bevande alcoliche e tabacchi (5.5%).
Capitolo a parte è quello della spesa e dei costi per la casa, aumentati nell'ultimo mese complessivamente dello 0.2%. In un anno, invece, il carrello del supermercato è più pesante in termini economici del 3.1%. Il paniere comasco rivela - secondo i dati dell'Ufficio statistica di Palazzo Cernezzi - una stangata del 5% negli ultimi dodici mesi per pane e cereali (0.3% in più tra ottobre e novembre). I prodotti ittici sono aumentati addirittura del 6.8% (0.4% su base mensile), mentre la carne costa il 2.3% in più (0.3 % in un mese). Per latte, uova e formaggi il conto è più salato del 4.2%, ma non si registrano variazioni tra ottobre e novembre. Il 4.5% in più per l'olio (0.5 in un mese) e il 4.3% per zucchero, confetture, cioccolato e dolci. Unica voce in ribasso è la frutta che rispetto all'anno scorso è scesa del 3.5% e del 3.7% nell'ultimo mese. Per the e caffè il salasso è del 10.2% (l'1.8% in un mese) mentre per i tabacchi del 7.1%.
Sulla casa la voce più pesante nel capoluogo è quella per l'affitto con l'adeguamento all'inflazione (3.3%), mentre sul fronte delle utenze si registra il 5.3% in più per l'energia elettrica, il 13.9% per il gas, il 17% per il gasolio per riscaldamento. Il comparto dell'abbigliamento segna ritocchi verso l'alto nell'ordine del 2.2% mentre quello delle calzature del 3.6%.

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a.savini

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