Mercoledì 04 Gennaio 2012

Stipendi record della politica
Gli onorevoli: bastano appena

COMO Un parlamentare italiano guadagna più di 11mila euro lordi al mese. Circa 3mila euro in più della media europea, un dato ben al di sopra dei 7mila euro mensili percepiti dai colleghi francesi e lontano anche dai parigrado tedeschi, che portano a casa poco più di 7500 euro al mese.
Da qui la campagna in favore di un riequilibrio ai valori europei, con un'apposita commissione al lavoro per studiare l'equiparazione tra lo stipendio dei nostri rappresentanti di Camera e Senato e quelli dell'Ue.
C'è, però, una distinzione da fare che, a dire del decano degli onorevoli comaschi, Alessio Butti (Pdl), «fa la differenza»: «Quella dei parlamentari - dice - è l'unica categoria in Italia che negli ultimi otto anni si è autoridotta l'indennità del 30%. I costi della politica non stanno solo nelle indennità dei politici, ma si annidano invece tra i boiardi di Stato. Un parlamentare lavora anche 16 ore al giorno, non ha sabato né domenica e, come accaduto quest'anno, sta in parlamento anche ad agosto. Attenzione, poi, a equiparare gli stipendi con l'Europa: a conti fatti, non è detto ci sia un risparmio. Anzi». A dispetto di quel che si pensa, in Europa le indennità sono sì mediamente più basse, ma a queste si aggiungono sostanziosi contributi per i collaboratori. «Circolano cifre - afferma Armando Valli, senatore della Lega - che non corrispondono al vero. Ci si fissa sugli stipendi dei parlamentari, che sono sì importanti, ma non tanto elevati come si tende a far credere, e non si focalizza l'attenzione su funzionari e dirigenti, che hanno compensi d'oro. Abbiamo senza dubbio dei benefici, ma non c'è così tanta differenza rispetto agli altri europei».
Di «moralizzazione» parla il deputato canturino Nicola Molteni (Lega): «Camera e Senato - dice - hanno dato mandato a una commissione di omologare la nuova indennità a quella europea. Negli ultimi anni abbiamo già tagliato la nostra indennità di quasi 2mila euro ed eliminato i vitalizi, dando un segnale chiaro. Si può fare di più e lo faremo. Attenzione, però, a non scadere nella demagogia, facendo sì che solo i ricchi possano accedere alla politica parlamentare».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche la deputata Pd Chiara Braga: «Mi aspetto - commenta - che l'impegno preso da Camera e Senato porti all'equiparazione delle indennità parlamentari a quelle europee. È giusto evitare gli sprechi, purché la riduzione delle indennità non porti, in futuro, a una limitazione dell'accesso al parlamento a favore soltanto di chi può permetterselo».

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a.savini

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