Lunedì 30 Gennaio 2012

Da mensa di guerra a ristorante
Oltre cento anni in cucina

MONTE OLIMPINO Da più di cento anni gli eredi della famiglia Corti portano avanti la tradizione del "Bar ristorante Frate" con cucina genuina e piatti della tradizione comasca ma anche con attenzione all'ospitalità che ne ha fatto un punto di ritrovo per il quartiere.
Per associazioni della zona e gruppi sportivi, mentre in tempo di guerra il ristorante è stato anche mensa per i cittadini. E oggi Amelia Alberio, 41 anni e suo marito, il cuoco Massimiliano Penone di 45 anni, sono fieri di essere la quarta generazione della tradizione iniziata 119 anni fa nel borgo di San Martino dai bisnonni.
«Ercole Corti e Carolina nel 1893 hanno aperto la trattoria "Antico Frate" dove prima c'era un convento e offrivano la "piccola" colazione tipica a base di zuppa di cipolle con pancetta e vino rosso» racconta Rita Corti, 72 anni che ha gestito per anni il ristorante con il marito Vittorio Alberio, 74 anni esperto gastronomo e cuoco che ha ottenuto anche il prestigioso riconoscimento nazionale "Collegium Cocorum", prima di lasciarlo in eredità alla figlia Amelia e al genero Massimiliano. E nella storia dell'attività è un' alternarsi di generazioni: nel 1911 il bisnonno Ercole trasferisce il ristorante in via Bellinzona dove si trova ancora oggi e viene affiancato dal figlio Carlo con la moglie Amelia che poi gestiscono l'attività per quarantadue anni con la collaborazione dei quattro figli, tra cui in particolare Rita e Pia. Poi nel 1964 Rita sposa Vittorio e hanno tre figli: Sonia, Carlo ed Amelia. E con Amelia e Massimiliano, diplomato alla scuola alberghiera di Bellagio ed esperienza decennale in ristoranti specializzati in cucina locale e regionale, si arriva ai giorni nostri. «Una combinazione fortunata in tutti i sensi, siamo orgogliosi di dedicarci all'attività» afferma Amelia e Massimiliano spiega: «Ho avuto la fortuna di incontrare mia moglie e anche di entrare a far parte dell'impresa nata due secoli fa che ha un legame radicato con il territorio».

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a.savini

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