Martedì 03 Luglio 2012

«Chiedo perdono alla bimba»
La mamma: «Non serve»

COMO - «Avvocato, pagherò il prezzo di questa sciocchezza. Ma non voglio passare per uno che ha sparato con l'intenzione di colpire delle auto in transito o, peggio ancora, un essere umano. Io ho mirato a un barattolo, non a una bambina».

Nell'infermeria del Bassone, trascorse le prime 36 ore di detenzione, Leonardo Zarrelli parla al suo avvocato con un filo di voce, chiedendo scusa. Ha l'aria stanca e spaventata, quella che mostrano tutti gli "esordienti" come lui, gente che si ritrova in carcere per la prima volta e scopre quanto sia difficile starci.

Dall'ospedale dove è ricoverata la figlia, la mamma della bambina colpita risponde: «Non voglio pensare a quella sera. Adesso devo concentrarmi solo su una cosa, far star bene mia figlia e farle dimenticare tutta questa storia. Le scuse di quell'uomo, poi, non le accetto, sparare a quel modo, cinque colpi, poteva ferire chiunque, poteva colpire me, poteva fare una strage».

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a.savini

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