Mercoledì 01 Agosto 2012

La beffa delle case comunali
Aspettano in 700, 121 sono vuote

COMO A Como c'è fame di edilizia sociale, 700 famiglie sono in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio, ma il 16% degli appartamenti del Comune resta vuoto. Il motivo? Sono case non a norma oppure completamente inagibili.
Un paradosso che il Comune intende affrontare vendendo 60 alloggi e destinando le risorse ai lavori di riqualificazione (in consiglio comunale era stato votato un piano quinquennale ma l'assessore al Patrimonio Marcello Iantorno punta ad «accelerare il più possibile le dismissioni»). Nel frattempo, il problema resta.
I numeri sono impietosi. Su 760 case in regime di Edilizia residenziale pubblica (l'elenco è nella tabella in questa pagina), soltanto 639 risultano occupate: 8 abusivamente, le altre 631 assegnate dal Comune.
Restano quindi inutilizzati, in città, 121 appartamenti: 95 necessitano di una ristrutturazione e adeguamento degli impianti, 26 sono addirittura inagibili. L'amministrazione possiede inoltre 33 alloggi non in regime di Edilizia residenziale pubblica, tutti assegnati tranne uno (6 sono riservati al settore Servizi sociali per casi particolarmente problematici ed emergenze).
Palazzo Cernezzi, insomma, si ritrova nella condizione di non poter assegnare nemmeno un alloggio e la graduatoria delle famiglie in attesa è dunque destinata a non accorciarsi. «Abbiamo appartamenti vuoti e non assegnabili in diverse zone della città - sottolinea Iantorno -. Mi riferisco a via Di Lora, via Muggiò, via Milano, via San Bernardino da Siena, via Spartaco e via Turati, solo per citare le situazioni più eclatanti. Purtroppo non disponiamo di risorse tali da consentirci interventi di riqualificazione. Proprio per questo, compatibilmente con le disposizioni di legge, punto ad accelerare il piano di vendita già approvato in consiglio comunale».
In effetti, per ricavare fondi da destinare alla ristrutturazione di 40 unità abitative e all'adeguamento impiantistico di altre 500, la precedente amministrazione (l'assessore al Patrimonio era Enrico Cenetiempo) aveva deciso di mettere in vendita 60 appartamenti nell'arco di cinque anni.
Nell'aula di Palazzo Cernezzi era arrivato il via libera un anno e mezzo fa ed era stato votato anche l'elenco degli appartamenti da mettere sul mercato: 8 alloggi in via Artaria, 2 in piazza San Rocco, 6 in via Claudio Marcello, uno in via Anzani, 18 in via di Lora, 5 in via Lissi, uno in via Canova, 16 in via Filzi, uno in via Baserga, uno in via Bellinzona. Il piano prevede, in particolare, di vendere nel primo triennio alloggi liberi o con assegnatario interessato all'acquisto. In seguito toccherà alle case di una ventina di inquilini che non hanno manifestato interesse all'acquisto (a queste persone verrà proposto di trasferirsi negli appartamenti nel frattemporisistemati).
L'operazione di vendita si basa su una legge regionale che dà la possibilità di cedere parte degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica per ricavare fondi da destinare obbligatoriamente alla riqualificazione del patrimonio comunale (la Regione ha dato il via libera al piano del Comune il 13 ottobre scorso). Grazie alla cessione dei 60 alloggi l'amministrazione dovrebbe ottenere più di 4 milioni di euro (per la precisione 4.146.738 euro).
Michele Sada

a.cavalcanti

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