Mercoledì 29 Agosto 2012

Choc a Breccia per la ragazzina
morta su una spiagga in Francia

COMO C'è un silenzio surreale in via San Giovanni da Meda, nel quartiere comasco di Breccia. È una piccola strada piena di casette, disegnata accanto a via Varesina, l'arteria che da sempre, aspettando autostrade che nessuno costruisce, collega le città di Como e Varese.
Chiara Ponti abitava qui, in una villetta bifamiliare, lei, i suoi quattro fratelli e i genitori da una parte, i cugini e gli zii dall'altra.
Chiara è la "jeune-fille ensevelie", come scrivono i quotidiani francesi, la bimba comasca uccisa dalla sabbia, strappata alla vita a 12 anni, in un incidente su cui, tre giorni dopo, si cerca ancora di fare un po' di luce, con risultati scarsi.
Ci sta lavorando la Procura di Bordeaux, che ieri avrebbe completato gli accertamenti sul corpo, sottoposto a una autopsia dolorosa ma necessaria.
«Non sappiamo nulla», ha detto la zia, dalla casa di Breccia, raccontando di essere stata avvertita da una telefonata arrivata d'Oltralpe domenica sera verso le 23.30, quattro ore dopo il ritrovamento del corpo. È tutto confuso, ingarbugliato, difficile a credersi, figuriamoci a raccontarsi. Chiara era sulla spiaggia di "Robinson", vicino a una località che si chiama La Teste-de-Buche, ospite di un campeggio costruito dietro le dune. Tutto, da queste parti, ruota attorno alle dune, alle dune al vento alla sabbia e alle maree, che scandiscono pomeriggi immobili e salati come solo l'oceano sa essere. È un luogo pericolosissimo, zeppo di poliziotti che girano in lungo e in largo sui loro "quad" avvertendo i ragazzini di fare attenzione. L'arenile si sposta, le dune si spostano. Così, l'ipotesi più accreditata per spiegare quello che è successo - ed è poi la ricostruzione più accreditata anche dai media francesi -, è che Chiara abbia scavato la sua buca lontano dal bagnasciuga, in un tratto di spiaggia con sabbia asciutta. A un metro e venti è scesa, poi si è chinata con le braccia e il busto per andare più a fondo, ed è stato allora che è successo. L'ha sommersa la sabbia, togliendole il fiato e uccidendola in un attimo. Si parla di almeno un paio di testimoni, di due bagnanti che, poco prima, l'avevano vista giocare e l'avevano avvertita, dicendole di fare attenzione.
Chissà, è possibile che quel fuscello di bambina - mingherlina e sottile, racconta chi la conosceva - non abbia neppure inteso cosa quei due le stessero dicendo, parlandole in francese, spiegandole cose che lei difficilmente poteva capire. Da queste parti incidenti di questo tipo capitano con una frequenza impressionante.

f.angelini

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