Sabato 01 Settembre 2012

I permessi ci sono, i cantieri no
E il Comune non incassa due milioni

COMO Piani attuativi approvati dall'amministrazione Bruni, in qualche caso anche con corse contro il tempo e con parecchie contestazioni, rimasti però congelati e con le società proponenti che hanno chiesto proroghe per la firma delle convenzioni.
La firma della convenzione significa innanzitutto dover versare all'amministrazione comunale monetizzazioni e oneri di urbanizzazioni. Significa, insomma, tirare fuori soldi. E per molti questo sembra proprio il momento più sbagliato per avviare progetti immobiliari.
Lo stop dell'attività edilizia per volontà dei privati stessi sta costando a Palazzo Cernezzi qualcosa come 2 milioni di euro che seppur messi a bilancio non sono stati incassati.
Nel dettaglio sono fermi il piano della società Festorazzi (via Acquanera, approvato il 20 dicembre 2008) che prevede l'insediamento di 211 nuovi abitanti e monetizzazioni per 206mila euro. Fermo, al momento, anche il recupero del San Gottardo di via Cairoli con il progetto modificato diverse volte anche su indicazione della Soprintendenza. Le monetizzazioni sono pari a 735mila euro e per il momento la società Beatrice d'Este ha chiesto il rinvio della sottoscrizione della convenzione.
Rinvio per la Lezzeni (deve al Comune 642mila euro) e per il Ciclope (via Pannilani). In quest'ultimo caso è stata mandata anche una diffida per la sottoscrizione. Gli oneri sono pari a 187mila euro. Già autorizzata la proroga per Ascofin mentre è ferma la Kitos (via Canturina-via Acquanera).

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a.savini

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