Lunedì 01 Ottobre 2012

Carioni non si dimette
E annuncia altri tagli

COMO «Ma, io mi domando come fa la gente a non capire. Parla, parla ma non capisce».
Leonardo Carioni, presidente della Provincia, assediato da un coro che lo invita a dimettersi dopo i tagli ai finanziamenti di UniverComo e Centro Volta rovescia al volo la questione.
Cosa non capisce la gente?
Che non sono io che taglio, ma il decreto spending review. Non sanno che Monti mi ha messo in mano una lettera dove c'era scritto che mi leva 6 milioni di euro? Non ce li ho più. Non l'ho deciso io. Devo tagliare. Sono solo a mezzo milione di tagli. Me ne mancano ancora 5 e mezzo».
Quindi andrà avanti così?
Non posso far altro. È solo un ordine che io sto eseguendo. E l'anno prossimo andrà ancora peggio. Sa cosa dice Monti stavolta? Che non mi dà altri 11 milioni.
Forse stavolta conviene che avvisi prima, le hanno chiesto di dimettersi anche per questo?
Dimettermi? Ma cosa cambierebbe. Chiunque al mio posto dovrebbe tagliare.
È così che risponde all'insurrezione popolare?
Insurrezione popolare? Insurrezione popolare dove? Al popolo non importa niente se mi dimetto o no. Il popolo ha altri problemi. Il popolo è formato da persone che prendono 1.200 euro al mese e sono in cassaintegrazione.
Allora forse i soldi dovrebbero andare a loro. Le hanno chiesto anche di tagliare gli stipendi dei suoi dirigenti.
Ma io non lo posso fare. Se lo faccio, fanno ricorso e vincono. E hanno ragione. Non è la mia ditta, è un ente pubblico. Non decido io cosa fare.
Quindi taglierà ancora, ma cosa?
Non lo decido da solo, ma con i dirigenti.

Leggi il resto dell'intervista su La Provincia in edicola lunedì 1° ottobre

a.savini

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