Martedì 06 Novembre 2012

A Ballarò i conti della casa da gioco
Il sindaco di Campione: «Basta spese»

CAMPIONE D'ITALIA Si parlerà del Casinò di Campione, oltre che delle case da gioco ticinesi, questa sera dalle 21 a "Ballarò", la trasmissione di Rai3 condotta da Giovanni Floris, dopo che sabato una troupe televisiva è stata sia nell'"enclave" che a Lugano, per effettuare riprese e interviste sulla difficile situazione in cui si trovano i casinò insubrici.

La partita, nell'"enclave", non si è chiusa con l'accordo che ha scongiurato i 210 esuberi, inizialmente annunciati dall'azienda, e che sembra aver gettato le basi per la messa in sicurezza dei conti della casa da gioco. L'accordo consente di ridurre i costi di gestione di una ventina di milioni di euro; la sicurezza però si colloca a 40 milioni.

«Solo ottenendo questo risparmio si può avere la certezza di guardare al futuro con speranze di mettere i conti in ordine» - osserva Carlo Pagan, amministratore delegato del Casinò - «Se non si raggiunge questo traguardo, non si esce dalla crisi che abbiamo incominciato a tamponare chiedendo grossi sacrifici ai nostri collaboratori».

La dieta nell'"enclave" coinvolgerà l'intera comunità, incominciando dal Comune, chiamato a dare una mano al Casinò. A questo proposito il sindaco, Marita Piccaluga, afferma «Ci stiamo attrezzando a fare la nostra parte, così come è stato negli ultimi anni. Stiamo rinegoziando tutti gli accordi già in atto. Tutti i capitoli di spese riferiti al 2013, li stiamo rivedendo al ribasso».

L'obiettivo è quello di risparmiare 22-24 milioni di franchi, ovvero una ventina di milioni di euro, in modo che i trasferimenti dal Casinò al Comune scendano dagli attuali 63 milioni di franchi annui ad una quarantina.

Una soluzione agli attuali mali dell'"enclave" potrebbe essere quella di rivedere il cambio con l'euro: passare dagli attuali 1,20 franchi per un euro a 1,30. Una speranza che si scontra con la decisione della Banca nazionale svizzera di mantenere stabile l'attuale valore della valuta elvetica. I tempi stringono, si deve pensare al 2013.

m.delsordo

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