Martedì 01 Gennaio 2013

Dieci anni fa moriva Gaber
Tanti omaggi lo ricordano

MILANO Se n'è andato di Capodanno, dieci anni fa. Una nota d'agenzia che rimbalza tra le redazioni che riprendono il lavoro dopo le feste: «È morto Giorgio Gaber. Il cantante e attore aveva 63 anni. È deceduto nella sua casa a Montemagno, in provincia di Lucca: era malato da tempo».
Cantante, perché era cantante. Per la verità prima ancora che cantante era soprattutto chitarrista, lo strumento abbracciato come una terapia per curare una paresi alla mano sinistra.
Oggi tanti amici e colleghi vogliono ricordarlo con tanti omaggi.
È in edicola la "Giorgio Gaber videocollection": la riedizione dei quattro doppi dvd curati da Fandango con "la più completa testimonianza", dagli esordi al teatro-canzone fino agli ultimi anni.
Cinquanta artisti hanno detto "Per Gaber... io ci sono" partecipando alla realizzazione di un imponente tributo discografico sulla lunghezza di tre cd, con nomi strettamente legati all'artista come Celentano, Jannacci e Battiato, colleghi illustri come Dalla, in una delle sue ultime registrazioni, e Vecchioni, ma anche imprevedibili come Laura Pausini, gli Articolo 31 e Biagio Antonacci, e perfino Patti Smith.
È stato pubblicato anche un cofanetto che comprende anche due dvd con inediti e rarità e "Secondo me Giorgio Gaber" con interviste agli artisti che hanno partecipato all'iniziativa promossa dalla Fondazione, un libro, tre foto e anche una poesia del re dei sorcini Renato Zero.
Ma in questo primo decennale della scomparsa l'opera più importante e attesa è, indubbiamente, "G.  Vi racconto Giorgio Gaber" di Sandro Luporini  in uscita mercoledì 2 gennaio (Mondadori, collana "Ingrandimenti", 312 pagine, 18 euro).
«Lo storico coautore e amico - anticipano le note editoriali - rompe il suo ormai leggendario riserbo e, dal suo inviolabile rifugio viareggino, apre le porte su uno dei più straordinari sodalizi artistici degli ultimi decenni, svelando un tesoro di cui è il più autorevole custode. Nel libro scritto con Roberto Luporini, Sandro racconta le discussioni, le idee, i dubbi, le storie, e qualche volta le coincidenze che hanno dato origine ai loro capolavori. Ma anche i particolari di un uomo fuori dall'ordinario, ironico e curioso di tutto, che lavorava anche quando sembrava fare altro e andava al mare con le Clark».
Lo stesso Luporini commenta: «Avrebbero voluto da Giorgio e da me delle risposte. Proprio da noi che abbiamo vissuto tutta la vita nell'assoluta certezza del dubbio».

a.cavalcanti

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