Lunedì 07 Gennaio 2013

Il furto di quattro svizzeri perbene
In viaggio con accetta e coltello

COMO Il viso pulito. Gli abiti eleganti. L'assenza totale della benché minima difficoltà economica. Eppure ladri, sicuramente più per noia che per necessità.

Quattro giovani insospettabili svizzeri sono stati denunciati dagli agenti della squadra volante della polizia per furto aggravato e possesso di oggetti atti ad offendere. Due reati che, raccontati così, non dicono molto. Ma dietro i quali si cela il pomeriggio di straordinaria follia di quattro ragazzi per bene che hanno seriamente rischiato di finire in carcere.

La banda dei quattro si compone di un minorenne, uno studente di 16 anni, di un pubblicitario di vent'anni, di un praticante bancario e di un carrozziere entrambi di 19 anni. Tutti residenti tra Zurigo e dintorni (Oberrohrdorf e Bellikon).

Nel primo pomeriggio di sabato il gruppetto entra al Carrefour di viale Recchi. Dopo aver girato un po' tra gli scaffali si presenta alla cassa self service, paga un conto da 7 euro e imbocca l'uscita. Ma i movimenti della banda degli svizzeri vengono notati dall'addetto alla sicurezza, che ferma tutti e chiama il 112.

Quando i poliziotti arrivano scoprono che addosso gli insospettabili con il viso pulito si erano infilati in tasca, e avevano tentato di rubare, una manciata di pennarelli indelebili Uniposca, un vasetto di miele, del burro, un profumatore per l'auto, qualche confezione di yogurt, caffè, latte per un valore complessivo di una sessantina di euro.

Gli agenti, prima di accompagnare tutti in questura, chiedono di essere accompagnati alla loro auto. E vengono così portati fino a un furgoncino Volkswagen Caravelle - intestato a un'associazione giovanile zurighese - parcheggiato proprio davanti al Carrefour. All'interno niente refurtiva, ma un'accetta, una pistola giocattolo, una mazza da baseball, una fionda, una sega metallica, un coltello multiuso e un tronchesino.

p.moretti

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