Mercoledì 23 Gennaio 2013

La disperazione alla Holcim
«Se chiude il forno, è finita»

MERONE Dalla disperazione a una certezza: se il forno chiude, è finita per i lavoratori ma anche per il territorio.

Erano 200 i lavoratori che ieri mattina hanno partecipato al corteo contro i 180 esuberi (122 soltanto nello stabilimento di Merone) annunciati l'11 gennaio, e ribaditi lunedì sera, dalla Holcim Italia.

All'indignazione per quanto sta accadendo, tra i lavoratori si fa largo il timore per quel che verrà di qui in poi. «Da 22 anni lavoro qui - dice Valentino Frigerio - e, se dovessi perdere lavoro, mi troverei in serissime difficoltà. Ho un figlio da crescere e mia moglie ha perso la sua occupazione. Le spese, però, ci sono. E tante».

Lunedì, come detto, la conferma dei prospettati tagli. «Sono rientrata ieri dalla maternità - spiega Astrid Scattoni - e, francamente, quanto sta avvenendo mi preoccupa molto. Il mio stipendio ha una certa rilevanza per la mia famiglia e se venisse a mancare sarebbe davvero un problema serio».  Oltre al sindaco Pietro Brindisi, al corteo hanno partecipato il segretario provinciale Cgil Alessandro Tarpini, Mario Piccinelli (segretario territoriale Cisl) e alcuni amministratori locali. Presente anche il consigliere regionale Luca Gaffuri.

«Vogliamo capire - attacca il sindacalista Mario Piccinelli (Cisl) - cosa l'azienda intende fare. Il forno non deve bloccarsi: se lo blocchiamo, rischiamo grosso. Nel frattempo, a livello regionale potremo ragionare per sovvertire la delibera della provincia di Lecco inerente al mancato nulla osta alla nuova cava del Cornizzolo». Il segretario provinciale Cgil Como, Alessandro Tarpini, punta a «coinvolgere direttamente il prefetto di Como»: «Qualsiasi accordo con la Holcim - spiega - risentirà del grado di mobilitazione che riusciremo, o meno, a mettere in campo. Non possiamo immaginare che una situazione di questo tipo di chiuda in pochi giorni. Dobbiamo immaginare ulteriori iniziative di pressione».

OGGI UNA PAGINA DI COMMENTI E STORIE SUL GIORNALE

m.lualdi

© riproduzione riservata