Giovedì 31 Gennaio 2013

Giù gli antichi alberi
su le antenne dei telefonini

CABIATE In paese cadono gli alberi e spuntano invece i tralicci della telefonia mobile.

Per un cedro del Libano di 20 metri abbattuto davanti al cimitero, nell'area laterale di via Fermi è arrivata un'antenna di 36 metri di altezza (come un palazzo di 10 piani).

Tutto nell'arco di 24 ore. Mentre una ditta incaricata dal Comune tagliava l'imponente pianta, a pochi metri di distanza, in zona via Dante, la ditta Aktarus di Limbiate allestiva l'impalcatura destinata ai ripetitori di quattro operatori telefonici.

A Cabiate si è iniziato a parlare di questa antenna nel 2008: «L'estate scorsa - spiega l'assessore<+nero> Enrico Toppi<+tondo> - abbiamo rivisto la pratica in Commissione ecologia e territorio dove abbiamo accertato il basso impatto». Un responso comprovato anche da un incontro pubblico organizzato tempo fa dall'amministrazione comunale per far sì che degli esperti del settore tranquillizzassero i cittadini: a loro dire, non esisterebbe alcuna prova che le onde trasmesse da questi ripetitori possano provocare patologie.

Inoltre c'è da precisare che un Comune non può opporsi alla realizzazione dei tralicci perché la legge li ritiene opere di urbanizzazione primaria, al pari di luce, acqua e gas, e quindi servizi da assicurare ai cittadini. Gli operatori, di fatto, potrebbero prendere accordi con i privati e posizionare antenne in qualsiasi prato a loro affittato.

Il lavoro del Comune è stato quello di concentrare in un unico punto un traliccio che sarà utilizzato da Tim, Vodafone, Wind e H3G-Ericsson a fronte del versamento al municipio di un canone di 6 mila euro annui e c'è posto ancora per altri due operatori sulla stessa antenna.

Diverso il discorso delle piante perché se il cedro non c'è più, nelle prossime ore verrà abbattuto anche un abete in via Milano, di fianco al cimitero: «La pianta ha preso un virus - conferma Toppi - ed è fragile: con la nevicata di dicembre si sono spezzati dei rami per cui per la sicurezza di tutti va abbattuto così come abbiamo fatto con il cedro davanti al cimitero che era morto perché attaccato da un fungo. In totale abbiamo speso quasi circa duemila euro».

e.romano

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