Martedì 05 Febbraio 2013

Lupara bianca nel Comasco
Ndrangheta, ergastolo ai boss

BREGNANO «Ergastolo». Il giudice Anna Introini, presidente della Corte d'Assise di Milano lo ripete per 15 volte, leggendo la sentenza per 15 imputati nel processo contro la 'ndrangheta. Sei di loro sono comaschi: Salvatore Di Noto, titolare di un maneggio di Bregnano, Claudio Formica di Mariano Comense, Francesco Elia di Cabiate, Cristian Silvagna di Capiago Intimiano e i fratelli Rocco e Francesco Cristello, anche loro di Cabiate.

Omicidio volontario, associazione mafiosa, detenzione d'armi, occultamento di cadavere: accuse da far venire i brividi, che portano alla mente scenari da "guerra di mafia". Ma qui non siamo in Calabria, bensì in Lombardia. E gli omicidi, l'infiltrazione mafiosa, non risale a secoli fa: si tratta di accuse che riguardano episodi avvenuti tra il 2008 e il 2010.

Tre omicidi di 'ndrangheta, uno dei quali commesso il 27 aprile 2009 nel maneggio "La masseria" di Bregnano, scoperto soprattutto grazie a quell'Antonino Belnome da Inverigo, il pentito che ha "vuotato il sacco" e ha permesso alla Direzione distrettuale antimafia di far venire a galla gli episodi contestati.

Grazie anche al pentito brianzolo, è stato scoperto il cadavere di Antonio Tedesco, detto "l'americano", sepolto in un capannone nel maneggio di via Carcano a Bregnano, di proprietà di Salvatore Di Noto. Era stato giustiziato nel corso di una finta cerimonia di affiliazione: Tedesco era stato ferito con un colpo di pistola e poi finito a colpi di piccone, prima di essere sepolto nella calce.

Ma le verità di Belnome hanno permesso agli inquirenti di risalire agli autori dell'omicidio di quel Carmelo Novella, ucciso il 14 luglio 2008 a San Vittorio Olona, che era considerato il capo assoluto della 'ndrangheta in Lombardia. All'uccisione di Novella, oltre allo stesso Belnome, partecipò anche Cristian Silvagna, residente a Capiago Intimiano, e Michael Panajia, milanese con un lavoro a Lambrugo, nell'Erbese. Quest'ultimo, che è stato a capo delle cosca di 'ndrangheta di Giussano-Seregno, ha poi collaborato, evitando il carcere a vita, ma comunque condannato a 23 anni.

Dell'omicidio di Novella era accusato anche Amedeo Giuseppe Tedesco di Calco: il pm aveva chiesto l'ergastolo anche per lui, che ha invece ricevuto una pena di 24 anni.

Il terzo omicidio è invece quello di Rocco Stagno, avvenuto il 29 marzo 2009 a Bernate Ticino, in provincia di Milano, dentro una cava: in questo caso erano coinvolti Rocco e Francesco Cristello, Claudio Formica e Francesco Elia.

p.moretti

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