Ance: «Giusta la collera
Le aziende vanno in Svizzera»

Oggi a Milano 100 imprenditori di Confartigianato e Cna per la protesta. Le imprese edili raccontano i loro drammi

COMO La burocrazia, il fisco e sempre più imprese che vengono spinte fuori dal Paese: meta preferita la Svizzera.

«Fare impresa in Italia è diventato insostenibile, le aziende dell'edilizia sono all'esasperazione». Ecco il monito che oggi, dalle 9.30 alle 13, micro imprese e aziende strutturate del comparto edile intendono gridare a Milano in occasione della Giornata della collera. Sono un centinaio gli imprenditori comaschi del comparto, iscritti a Confartigianato e Cna, che, capitanati dai funzionari di settore, scenderanno in Piazza Affari con l'intento di sensibilizzare politica e istituzioni riguardo alla situazione drammatica in cui versa l'edilizia. Uno stato di difficoltà, messo bene in evidenza dal Manifesto condiviso dalle varie associazioni, che pure l'Ance di Como si sente di condividere.

«Siamo chiamati tutti i giorni a fare i conti con una crisi trasversale - esordisce il presidente Luca Guffanti, titolare dell'omonima azienda edile di Guanzate - in cui, a complicare la situazione, ci si mettono pure una burocrazia elefantiaca, l'insieme di norme troppo confuse e strumentalizzate e un'incertezza del diritto e dei tempi».

«Le motivazioni che hanno portato alla nascita della manifestazione sono condivisibili - ammette Valentino Carboncini, past presidente Ance e titolare della Carboncini Spa di Como - purtroppo, sono cinque anni che la sovrapposizione di fattori di disagio, dalla carenza di lavoro alle difficoltà di accesso al credito, stanno mettendo in ginocchio le aziende. E se l'impresa è strutturata, i problemi vengono amplificati».

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