Lunedì 29 Aprile 2013

La sindaca di colore e la ministra
«Noi, esempi di integrazione»

«Cécile Kyenge Kashetu è un esempio si integrazione, come lo sono io. Peccato che abbiano sbagliato in pieno il Ministero». Questo il commento di Sandy Cane, sindaco di Viggiù (Varese) in merito alla nomina del medico oculista congolese, eletta nelle liste del Pd.

La prima cittadina di Viggiù e la Kyenge, oltre a essere quasi coetanee (Sandy Cane è nata nel 1961, Cécile Kyenge Kashetu nel 1964) hanno in comune un processo di integrazione riuscito con successo che le ha portate a ricoprire ruoli politici di spicco, seppur in fazioni contrapposte.
Cane è italo-afroamericana e leghista convinta: nata a Springfield nel Massachusetts, da padre americano e madre di Viggiù. A dieci anni si è trasferita a Viggiù con la madre, dopo la separazione dei genitori. Conosceva pochi vocaboli della lingua italiana, ma la sua tenacia e la sua intraprendenza le hanno permesso di inserirsi da subito nella piccola comunità di Viggiù. Simpatizzante della Nord da sempre, nel 2009 vince le elezioni e diventa sindaco. Cécile Kyenge Kashetu, oltre a essere medico di origine congolese, è portavoce nazionale della Rete Primo Marzo e, con le elezioni di febbraio, è divenuta deputata del Partito Democratico. Ora la nomina a ministro senza portafoglio: il primo ministro di colore in Italia.

«È un passo avanti per l'Italia - continua la Cane - ma non appena ho saputo della sua nomina al ministero per la cooperazione internazionale e l'integrazione ho pensato che sarebbero sorte non poche polemiche: è inevitabile che in quel ministero la sua nomina venga strumentalizzata e lei risulti antipatica. Sembra che il nuovo Governo Letta voglia fare demagogia, se la Kyenge avesse avuto qualsiasi altro ministero, tutto questo fermento non ci sarebbe stato».


s.bartolini

© riproduzione riservata