Giovedì 09 Maggio 2013

Debutta Otello Spritz
al PiccoloTeatro Studio

MILANO Ve lo immaginate l'Otello di Shakespeare ambientato nel contemporaneo Nord Est, con personaggi che, pur mantenendo i connotati voluti dal Bardo, hanno storie e background dettati dalla nostra attualità?
Certamente un'idea curiosa, venuta a Renato Sarti che, con Bebo Storti, è interprete, oltre che regista, di "Otello Spritz", la più recente produzione del Teatro della Cooperativa di Milano. Lo spettacolo debutta stasera (giovedì 9 maggio) in prima nazionale al Piccolo Teatro Studio Expo a Milano (biglietti a 25 e 22 euro, info e prenotazioni 848.800.304 e www.piccoloteatro.org) dove resterà fino al domenica 19 maggio.
Prendi una delle più famose tragedie shakespeariane, ambientala non più nella Venezia Serenissima, regina del Mediterraneo,  ma in quel laboratorio che è il ricco Veneto degli anni Duemila. Il gioco è fatto.
Sarà interessante osservare come, a tanti secoli di distanza, le dinamiche che conducono alla tragedia siano rimaste sempre le stesse e che il concetto di evoluzione e di progresso, non sempre si attaglia a noi umani.
Sarti ha così immaginato i personaggi: Otello, non più generale, è (e non poteva essere altrimenti) un migrante che è riuscito a scalare posizioni nelle gerarchie sociali.
Desdemona è invece figlia di un oligarca russo, di quelli che stanno facendo shopping di lusso nel nostro Paese, acquistandone ville e terreni e molto altro.
Ci sono poi Cassio, giovane fiorentino raccomandato e arrivista e dulcis in fundo, Jago, la cui doppiezza è forse la caratteristica meno modificabile (e forse più tragicamente attuale).
Il lavoro fatto sull'originale di Shakespeare serve anche per denunciare un fenomeno antico ma anche moderno, il cosiddetto "femminicidio". Ancora una volta, purtroppo, Desdemona è il simbolo di tante sorelle dell'oggi.
Donne che subiscono maltrattamenti, violenze, soprusi, umiliazioni, troppo spesso da parte di chi dovrebbe condividere con loro la vita e i sogni.
Come fare per provocarela reazione di un pubblico assuefatto a quasi tutto? Lo stratagemma è rileggere un testo classico in chiave moderna, per riscoprirne l'orrore e quelle dinamiche che devono portarci a dire «basta» e finalmente a ribellarci.
Sara Cerrato

a.cavalcanti

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