Sabato 07 Febbraio 2009

Shopping in Svizzera, i commercianti:
"Chiasso non ci fa paura"

C’è chi è contrario ad aprire la domenica e chi, invece, la serranda la tiene aperta anche quel giorno. Su questo aspetto i commercianti del centro storico di Como non hanno una posizione condivisa, ma su un punto il loro coro è assolutamente unanime: «La concorrenza di Chiasso non ci spaventa nemmeno un po’». Non fa niente se nel Comune di oltre confine i negozianti si sono messi d’accordo per aprire di domenica nel tentativo di animare il loro centro cittadino e di attirare clientela comasca. Gli esercenti del centro storico non intendono correre dietro alle iniziative degli svizzeri. Per Maria Antonietta Bresciani, titolare della Casa della Carta in via Luini, la domenica di è sacra e va dedicata al riposo: «Non è necessario aprire di domenica. Sei giorni di lavoro, se fatti bene, sono sufficienti. Non credo nemmeno che a Chiasso vadano tanti comaschi per fare acquisti». 
Ne è convinta anche Viviana Seveso, titolare di un negozio d’abbigliamento: «Dubito che Chiasso possa attirare la clientela comasca perché non ha molte attrattive. Forse i grandi centri commerciali ticinesi, come il Fox Town di Mendrisio, suscitano qualche interesse nei comaschi ma direi che la cosa si ferma lì. Per quanto riguarda la possibilità di aprire i negozi di domenica le poche volte che abbiamo provato non abbiamo lavorato granché».
Per Filippo Butti non bisogna guardare alla Svizzera, ma bisogna semplicemente pensare alla propria realtà e inventare iniziative ad hoc: «Le aperture domenicali di Chiasso non ci provocano alcun danno. Noi continueremo sempre a offrire un servizio migliore. Di questo ne sono sicuro. Piuttosto che pensare alle aperture domenicali dovremmo ideare iniziative che attirino le persone in centro e che le inducano a soffermarsi più a lungo. In questo serve il sostegno del Comune. Detto questo, ritengo che sia sbagliato che i media italiani e comaschi facciano pubblicità alle iniziative svizzere parlandone tanto nei loro servizi giornalistici».
Chi già lavora di domenica senza avere bisogno di emulare i ticinesi è lo Scotti Giocattoli. Il titolare, Marco Siddi, si aggiunge al coro di chi dice che la concorrenza svizzera non fa paura: «Fanno bene ad aprire perché per i commercianti è un’occasione in più per vendere e per i clienti un’occasione in più per acquistare. Anche noi lavoriamo di domenica, ma capisco che per qualche negozio possano esserci dei problemi soprattutto nel chiedere ai dipendenti di lavorare quel giorno. Non abbiamo comunque avuto sensazione che la loro concorrenza ci stia danneggiando».
Massimo Pedron, del negozio Disney di via Rusconi, è convinto anche lui che di domenica bisognerebbe aprire, e infatti già lo fa: «Ma non ho visto un calo di gente perché attirata dalle aperture di Chiasso. Anzi, continuo a lavorare abbastanza bene. Ma loro offrono il parcheggio gratis per la prima ora. Questa è un’idea che dovremmo copiare».  Per Paolo Luzi, anche lui negoziante in via Rusconi, il problema della concorrenza svizzera «non nasce dalle aperture domenicali, ma dall’euro che è troppo alto rispetto al franco svizzero».

a.cavalcanti

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