Domenica 01 Marzo 2009

La vendetta di Amanda e Raffaele:
"Trattati male dalla polizia"

La sesta udienza del processo sulla morte di Meredith Kercher è stata certamente quella più movimentata, tra accuse indirette tra chi ha fatto le indagini e le difese degli indagati.
Per gli agenti della Questura che hanno interrogato fra il 5 e il 6 novembre Amanda e Raffaele tutto si sarebbe svolto, interrogatorio e confessioni comprese, in un clima di massimo rispetto delle leggi e delle persone ascoltate.
Non la pensano così i due ex fidanzatini, che chiedono al giudice della Corte d'assise Giancarlo Massei, di prendere parola per spiegare il loro punto di vista sull'interrogatorio del 6 novembre che gli ha spalancato le porte del carcere.
Raffaele Sollecito ha detto di aver chiesto più volte di poter parlare con il padre e con l'avvocato di famiglia proprio per evitare dei malfunzionamenti alla giustizia e ovviamente per garantirsi come persona informata sui fatti. Nessuno degli agenti presenti all'interrogatorio gli ha consentito di potersi mettere in contatto con le persone da lui dichiarate. Anzi, Raffaele aggiunge che è stato per molte ore scalzo, perchè la Polizia doveva fare dei controlli sulle sue calzature. Praticamente per Raffaele quell'interrogatorio è nullo e non è stato fatto come detto in aula all'insegna della "tranquillità".
Anche Amanda Knox ha rilasciato una dichiarazione spontanea che va contro le dichiarazioni degli agenti ascoltati  in Tribunale. "Mi hanno trattato bene solo dopo le mie dichiarazioni". L'avvocato Luciano Ghirga, legale di Amanda, aveva in aula dimostrato come sia il nome di Patrick Lumumba che altre dichiarazioni sono state indotte ad Amanda. Inoltre gli agenti stessi hanno ammesso, secondo la difesa, che più volte la ragazza era stata ripresa e sgridata dagli agenti per il suo comportamento non formale.
 Il Pm Giuliano Mignini su questo argomento ha fatto una sola domanda agli genti: "Amanda ha reso testimonianza spontanea quando ha accusato Patrick Lumumba dell'omicidio di Meredith?". Risposta degli agenti: "Si". stessa risposta anche per la consegna del memoriale di Amanda, che smentiva l'alibi che si erano dati lei e Raffaele Sollecito.

u.montin

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