Domenica 17 Maggio 2009

Novantacinque anni e un record
Rieletto ai vertici di Confedilizia

Un comasco riconfermato ai vertici della Confedilizia, la Confederazione nazionale alla quale appartiene pure l’Associazione della Proprietà Edilizia di Como: è l’avvocato Enrico Cantoni, ormai alla decima riconferma, professionista di rilievo, nobile famiglia e generosa in campo sociale, vicepresidente del Teatro Sociale. Negli anni ’60, esponente del Partito Liberale, fu assessore comunale nella giunta Gelpi, consigliere comunale per alcune legislature e poi consigliere provinciale.
La riconferma a vicepresidente di Confedelizia, in sé, è testimonianza della stima e del prestigio di cui è circondato l’avvocato Cantoni che incarna competenza ed esperienza di quasi un secolo in materia. Ma è sorprendente per un altro fatto: il prossimo mese di ottobre, Enrico Cantoni compirà 95 anni, essendo nato a Como quando cominciava la prima guerra mondiale e s’è iscritto all’Albo degli avvocati nel luglio del 1945. Novantacinque anni brillanti e tuttora brillanti: ci sarà pur un segreto di tanta energia. «Dono di Dio – risponde l’avvocato – salute e fortuna». Ma come si mette a frutto tanta grazia, quella che dà anni alla vita, per giunta anni intensi e vita agli anni? «Ho sempre tirato la carretta – si schermisce – e adesso, ovunque vada, ormai sono il decano».
È sempre parco di parole verso se stesso. Preferisce spenderle per gli altri e per il bene. Gli amici del Teatro Sociale, come tutta Como, hanno una grande devozione per lui, tra l’altro fratello di una figura straordinaria, la compianta Bruna Cantoni, il “grande cuore di Como” era suo, sempre aperto ai bisognosi nella discrezione e nel silenzio. E fratello di Eugenio Cantoni, il Neno, autore della celeberrima «C’è una chiesetta, amor» e fosse solo questo. «Neno» portò l’hockey a rotelle a Como, ma fu sopratutto un benefattore attraverso il teatro e la musica.
L’avvocato Cantoni è il custode di tante cose belle di famiglia e della società comasca. Ma adesso, per lui, raggiungere Roma, a 95 anni, sarà impegnativo.
«Non è un viaggio che affronto più di tre o tre volte l’anno, quando si riunisce il consiglio nazionale – spiega - fino a poco tempo fa andavo in aereo, ma mi è stato sconsigliato per il salto di pressione. Perciò adesso vado in treno».
In ogni caso, qualche problema potrebbe insorgere.
«Io avevo chiesto ai miei amici di Roma di cancellare il mio nome. Invece no, mi hanno eletto di nuovo. La carica è triennale, sono almeno trent’anni che sono in Confedilizia», calcola, mentre gli sopraggiungono congratulazioni. Non sono formali, sono piene d’affetto.

a.cavalcanti

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