Martedì 16 Giugno 2009

Spt, nuovo presidente cercasi
Ma il bando ha bruciato i tempi

La Provincia di Como cerca il successore di Gianandrea Gandola alla guida di Spt. Ma le polemiche sul consiglio di amministrazione che tutti credevano decaduto, ma che in realtà lo è soltanto da venerdì con l’effettiva consegna dei due rappresentanti del Comune (Fiorenzo Bongiasca e Mauro Robba, entrambi del Pdl), si vedono anche negli atti.
Affisso all’albo di Villa Saporiti c’è infatti - è datato 5 giugno - l’avviso con cui si cerca "un componente del consiglio di amministrazione" per la Società Pubblica Trasporti in sostituzione di Gandola, iscritto sul registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura sulla cessione del ramo noleggi. In quella data, però, Gandola era in carica e non decaduto.
Andiamo con ordine. Il sindaco Stefano Bruni il 26 maggio davanti alla commissione aveva detto «il cda di Spt spa è decaduto» poiché dopo le dimissioni dei due rappresentanti del Cpt (Flavia Farina e Paolo Orsenigo, entrambi della Lega) si erano dimessi anche Bongiasca e Robba. Mentre i primi due avevano inviato la lettera di dimissioni a Spt (come prevede in questi casi il codice civile, art. 2385), Bongiasca e Robba le hanno inviate al loro socio di riferimento, cioè al sindaco Bruni che le ha trasmesse alla società di trasporti soltanto venerdì (data del protocollo di Spt) rendendole efficaci quindi solo da quel momento. Fino ad allora, infatti, il cda non era decaduto, ma perfettamente funzionante. Lo stesso Gandola lo aveva specificato che il cda poteva compiere sia ordinaria che straordinaria amministrazione. Ha poi anche voluto precisare di «condividere la scelta del sindaco di lasciare in attività il consiglio fino all’approvazione del bilancio». Infatti il cda lo scorso 9 giugno (convocati soltanto Gandola, Bongiasca e Robba) ha approvato il bilancio che dovrà ottenere il via libera dei soci nell’assemblea prevista per venerdì 26.
Nel bando pubblicato dalla Provincia (scade giovedì 25 alle 12) è prevista la dichiarazione di accettazione della candidatura, il curriculum, ma anche la dichiarazione di impegno a seguire gli indirizzi formulati dal consiglio. Servirà anche allegare una «dichiarazione di impegno a presentare le dimissioni dall’incarico per il quale si concorre in caso di rinvio a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione o per delitti non colposi comportanti una pena edittale superiore ad anni due» e ancora l’ultima dichiarazione dei redditi, una dichiarazione di insussistenza di condanne penali. Chi ha ricoperto negli ultimi cinque anni incarichi in enti e società pubbliche e vuole ricoprire lo stesso ruolo, non potrà aver chiuso in perdita tre esercizi consecutivi».

a.cavalcanti

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