Giovedì 18 Giugno 2009

Cantù, ancora divani cinesi
in un laboratorio clandestino

CANTU' Ancora divani cinesi, ancora un laboratorio clandestino. E nella città del mobile è il terzo scoperto in poco più di un anno dagli agenti della polizia locale, dopo quelli scoperti in via Vanvitelli nell’aprile del 2008 e in via Carlo Cattaneo, sempre ad aprile, ma di quest’anno.
Questa volta gli agenti della polizia locale, con la collaborazione del nucleo Ispettorato del lavoro dei carabinieri di Como, sono andati in via Mameli 14, a Cantù Asnago, in un capannone. Come nei precedenti casi, anche in questa occasione hanno trovato un laboratorio per la realizzazione di alcuni componenti di salotti. In particolare è stata trovata una sezione dedicata interamente alla lavorazione dei pellami e dei tessuti per il rivestimento. All’interno, oltre alle varie attrezzature e al materiale per la lavorazione, sono stati trovati anche alcuni letti: non si sa, però, se i cinesi dormissero proprio nel laboratorio clandestino di via Mameli o se le brande fossero semplicemente per riposarsi tra un’operazione e l’altra: sulla questione sono in corso ulteriori verifiche.
Sono invece sei i cittadini cinesi che ieri mattina alle 9.30 sono stati sorpresi a lavorare nel capannone: gli extracomunitari sono stati controllati da parte di vigili e carabinieri. Due di loro non sono risultati in regola con il permesso di soggiorno. Nessuno, inoltre, è invece in regola con il lavoro, in quanto - secondo le prime verifiche - non sarebbe stata autorizzata alcuna attività di fabbricazione di mobili all’interno di quel capannone. Anche per questo è stata emessa un’ordinanza di immediata cessazione dell’attività: il responsabile del laboratorio, che aveva preso in affitto il capannone, risulta essere un cinese di 57 anni formalmente residente a Cermenate, ma che con ogni probabilità viveva proprio nel "suo" laboratorio di Cantù Asnago. Inoltre carabinieri e vigili hanno potuto constatare come le condizioni igienico-sanitarie del laboratorio fossero disastrose. Una situazione simile a quella già osservata negli altri capannoni sgomberati. Una situazione che, purtroppo, si ripete.

r.foglia

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