Lunedì 13 Luglio 2009

Scontri anti G8 a Ponte Chiasso
In arrivo decine di denunce

«Un compagno oscura con la mano la "telecamera del disordine" e si prende un calcio da un agente in borghese, che tenta di fermarlo». Sarebbe questa - nella versione del gruppo di no global che sabato a simbolicamente bloccato la dogana di Ponte Chiasso - la scintilla che ha dato il via agli scontri, per fortuna di breve durata, tra gli agenti della polizia e i manifestanti.
Il giorno dopo il pomeriggio di tensione e caos (soprattutto per la viabilità) che si è vissuto in via Bellinzona, gli uomini della digos sono già al lavoro per ricostruire l’accaduto e - nel caso - addebitare eventuali reati ai partecipanti all’improvvisata protesta anti G8. Un’inchiesta che si baserà, inevitabilmente, proprio sulle immagini di quella che i quaranta manifestanti (un gruppo di «anarchici» lombardi e ticinesi) hanno definito in un comunicato su internet la «telecamera del disordine». Le forze dell’ordine stanno ipotizzando denunce per manifestazione non autorizzata, ma per alcuni potrebbe anche scattare l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Nella fattispecie proprio il giovane anarchico che prima ha tentato di oscurare la telecamera e che, successivamente, avrebbe avuto un diverbio con tanto di spintoni con un agente della questura, potrebbe finire sotto inchiesta per resistenza.
Nel corso dell’improvvisato blocco della dogana i giovani partecipanti hanno distribuito agli automobilisti un lunghissimo volantino, in cui spiegavano i motivi di una protesta dai toni forti, almeno stando ai toni usati per realizzare lo striscione steso da un lato all’altro di via Bellinzona: «L’Aquila non vuole le carogne. 8 carogne hanno voluto L’Aquila. No G8». Risultato pratico della protesta: il parapiglia con la polizia e la viabilità nel caos: «L’obiettivo è stato raggiunto - si legge nel resoconto dei manifestanti pubblicato sul web - Il disagio creato è palpabile». Come dire: la missione era creare il caos viabilistico, oltre a cogliere di sorpresa le forze dell’ordine.
Da Lugano, infine, il centro sociale Il Molino - inizialmente indicato come uno degli organizzatori della protesta - fa sapere di non avere nulla a che fare con il blocco di Ponte Chiasso.

a.cavalcanti

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