Mercoledì 28 Ottobre 2009

Un evasore tradito
dall'estratto conto

COMO Al di qua del confine è caccia grossa all’evasore. E le tensioni tra vicini di casa non mancano. La Svizzera, già indispettita dallo scudo fiscale italiano, ora lancia una nuova accusa: in giro per il Ticino sono al lavoro agenti italiani del fisco a caccia di evasori fiscali. È la tesi del presidente del governo del Canton Ticino Gabriele Gendotti, che commentando il blitz compiuto dalle fiamme gialle nelle filiali italiane di banche svizzere, ha avuto modo si dire che si tratta - a suo giudizio - di un’azione mirata che fa il paio con i severi controlli alle dogane da parte dei funzionari italiani a caccia di evasori.
Severi controlli che, nelle scorse settimane, hanno fatto finire nei guai un "risparmiatore" italiano pizzicato dagli uomini al lavoro in confine con un tesoro di oltre un milione di dollari statunitensi.
L’uomo era stato fermato sul treno, al valico ferroviario di Chiasso, a fine 2008, mentre rientrava dalla Svizzera. I funzionari della dogana, durante i controlli, gli avevano trovato, ben nascosto sulla persona, un documento appena stampato dalla sua banca svizzera, sul quale era riportato un saldo di oltre un milione di dollari. Il professionista fermato - la cui residenza è fuori dalla Lombardia - era stato sottoposto a una serie di controlli fiscali che avevano permesso di accertare un’omessa dichiarazione dei redditi pari a quanto depositato su un conto di una banca elvetica con sede a Lugano.
Di operazioni simili, ogni anno, se ne contano a decine. Senza contare i clamorosi risultati dell’inchiesta sulla fuga di capitali all’estero coordinata dal pubblico ministero Mariano Fadda, il quale ha messo sotto inchiesta sia gli spalloni incaricati di trasportare la valuta attraverso il confine sia importanti banchieri svizzeri, finiti nel registro degli indagati con l’accusa di riciclaggio di denaro.
Intanto, sul fronte scudo fiscale, non sarà passato inosservata la presenza nelle vicinanze del valico di Como Brogeda un camper con la scritta: "Assistenza scudo fiscale". Si tratta del camper di Finanzalibera, un’organizzazione milanese che invita coloro che avevano nascosto i propri soldi all’estero e che ora vogliono farli rientrare in Italia a non fidarsi «degli interlocutori esteri avrai» che consigliano «di mantenere il denaro presso di loro». Ogni mattina il camper si presenta puntuale al valico per intercettare chi in Svizzera è andato per approfittare dello scudo fiscale.

a.cavalcanti

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