Aperto il Salone del Mobile
E' l'India la nuova sfida di mercato

Si è aperto ieri nei padiglioni della nuova Fiera Milano a Rho la 42esima edizione del Salone del Mobile. Presenti 160 aziende lariane - 90 da Mariano, 60 da Cantù, una decina da Como -, a rappresentare un settore che nel comasco ha registrato nel 2006 un giro d’affari di 785 milioni di cui 612 riconducibili all’export. Numerose le novità di prodotto

Como - Sono il cuore pulsante dell’industria mondiale del mobile e dell’arredamento. Così possono essere definite le aziende 160 aziende lariane - 90 da Mariano e 60 da Cantù -, un settore che nel comasco ha registrato nel 2006 un giro d’affari di 785 milioni di cui 612 riconducibili all’export, ed è destinato ad una continua espansione sui nuovi mercati mondiali - e che da oggi opereranno al Salone internazionale del Mobile alla nuova Fiera Milano di Rho. «Le imprese della Brianza comasca, e di Monza rappresentano il core business del settore mobiliare a livello internazionale. Sono le realtà che fanno tendenza in tutto il mondo e da questa mattina saranno la maggiore attrazione all’interno della fiera». Alessandro Besana, presidente del Gruppo Legno dell’Unione industriali di Como è categorico nel presentare l’evento. Una manfestazione che durante la quale viene «movimentato» almeno un quarto del fatturato del settore. E l’appuntamento con la nuova edizione dei Saloni è attesa più che mai, proprio perché aiuterà le imprese a capire il segno prevalente dei prossimi mesi sui mercati internazionali. Per ora questio segnali sono contrastanti: un 2007 al di là delle attese, e per tutti i comparti, ma con gli ultimi mesi molto rallentati. Un 2008 - almeno all’inizio - che sembra preoccupare, con i primi due mesi all’insegna della prudenza e dell’attesa. Eppure - spiegano gli imprenditori - c’è ancor più fermento per i Saloni, un fermento che contraddice i segnali di crisi. Del resto è dalla crisi del 1974 che il settore ha sempre convissuto ciclicamente con le situazioni difficili dei mercati. Così è stato anche dieci anni fa con la crisi dovuta all’ingresso dei cinesi sui mercati. E anche questa edizione dovrà necessriamente fare i conti con questo nuovo mercvato e con questi nuovi produttori.
La kermesse milanese, insomma, rappresenta il più importante evento del settore a livello mondiale e il distretto canturino con i suoi imprenditori si presenta in prima linea nella promozione di prodotti all’avanguardia che si identificano per design e qualità ai livelli massimi di standard. Alessandro Besana, che è presente alla fiera anche come imprenditore, non nasconde la sua soddisfazione per un appuntamento che anche quest’anno si prevede possa registrare un incremento nel numero di visitatori. «Quasi tutte le aziende del settore che operano nella Brianza comasca sono presenti alla fiera, si tratta di una sessantina circa. Altre 90 arrivano dal Marianese. Da Poliform a Baxter, da Living Divani alla Besana. Impossibile mancare quest’appuntamento, dato che il Salone rappresenta la kermesse più importante a livello mondiale per il mobile made in Italy». I visitatori che giungono da ogni parte del mondo - spiega Besana - aumentano di anno in anno e anche per questa edizione secondo la nostra sensazione di mercato dovrebbe esserci un sensibile incremento dei visitatori.
I dati del resto gli danno ragione: mostrano che negli ultimi anni la crescita di visitatori è stata esponenziale, basti pensare che nel 2002 le presenze registrate sono state circa 185mila mentre lo scorso anno si sono attestate sulla cifra di 270 mila, di cui circa 165mila straniere. «E’ un continuo successo - continua Besana - Questa fiera attira persone non solo da tutta Europa, ma ormai da ogni angolo del mondo. I visitatori quest’anno giungeranno principalmente dalla Russia, dall’India, dagli Stati Uniti e naturalmente dalla Cina. Questo significa - spiega ancora Besana - che l’evento rappresenta uno dei principali motori dell’export, forse quello fondamentale, legato alla bontà e all’operosità delle aziende lariane». Non esiste un tema particolare sul quale si basa la fiera, ma ogni azienda presenta autonomamente nuovi progetti da esporre al pubblico. «Ogni espositore presenta ogni anno le novità del proprio settore. Il nostro comparto ormai si muove rispecchiando le tendenze della moda. E quindi le aziende si concentrano in questo ambito, verranno in questi giorni esposte le collezioni per il biennio 2008-2009.
Ma sullo sfondo del Salone restano alcune incertezze che turbano l’orizzonte del settore arredamento. Oggi la concorrenza non è più tanto la Cina ma il Vietnam: molti produttori sono tailandesi che si sono spostati lì proprio dalla Cina. Uno dei settori che più soffre della concorrenza è quello degli imbottiti di livello medio, per quanto riguarda lo sbocco sul mercato americano. «Ma la soluzione per l’Italia è sempre la qualità e l’innovazione» dicono gli imprenditori. L’internazionalizzazione «non è più una opzione ma una strategia obbligata» sottolinea Roberto Snaidero, presidente di Federlegno-Arredo. C’è stato - spiega - un cambiamento strutturale delle imprese del settore arredamento tanto che «sul mercato internazionale, detengono una quota di mercato più che doppia rispetto alla media dell’industria manifatturiera italiana». Altro aspetto da notare, la seppure lieve crescita occupazionale a fronte di una riduzione del numero di imprese, fenomeno che rappresenta «uno dei segnali di mutamento di pelle delle nostre aziende, di una evoluzione - dice Snaidero - verso una strategia competitiva integrata che investe su qualità del prodotto, distribuzione, comunicazione del marchio».
Andrea Tarragoni

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