Concerto del 1° Maggio
«Testimoni antimafia a Cantù»

L’evento dei sindacati prima volta via da Como «Scelta di impegno e segnale contro la ’ndrangheta»

Vogliono lanciare un messaggio chiaro, ovvero, dice il segretario provinciale della Cgil Giacomo Licata, che «Cantù non è la città della ‘ndrangheta, è la città del lavoro».

Una città il cui nome è sempre stato sinonimo di laboriosità, e che oggi si trova alla ribalta delle cronache nazionali perché la sua piazza è diventata teatro di episodi di violenza da parte della criminalità organizzata, come confermato dalle condanne per cento anni emesse dal tribunale di Como la scorsa settimana.

Per questo le sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil di Como, hanno deciso di dare un segnale forte, portando per una volta il concerto del Primo Maggio fuori dal capoluogo.

E l’hanno portato proprio in piazza Garibaldi. L’appuntamento è per oggi a partire dalle 15, quando sul crinale andrà in scena il concerto del Primo Maggio provinciale.

Al centro della giornata ci sarà il tema dell’Europa, dei diritti, del lavoro. Un’Europa diversa da quella dell’austerità, lontana dai cittadini e dai lavoratori, capace di dare prospettive di lavoro ai giovani, aperta al mondo, fattore di stabilità e pace, che sappia accogliere.

Alle 15 il primo momento musicale con il blues dei “5Quarters”, giovani studenti comaschi.

A seguire, alle 15.45, interventi da parte di Benedetto Madonia, del Centro Studi Sociali contro le mafie - Progetto San Francesco e di Stefano Tosetti di Libera.

Quindi saliranno sul palco i delegati di Cgil e Cisl, che racconteranno le proprie esperienze, anche nelle aziende della zona, mentre le conclusioni saranno affidate, quest’anno, a Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario, che parlerà a nome delle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil. Si termina ancora in musica, con il concerto dei Luf, gruppo folk lecchese.

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