Il racconto della vittima del branco
«Spinta nella doccia e poi sul letto»

I retroscena del dramma delle quattro minori segregate da cinque ragazzi per tre ore

«Sembrava che l’avessero presa di mira. Erano sempre da lei, la toccavano di continuo, cercando di metterle le mani sotto la maglietta. C’è stato un momento che i ragazzi l’hanno presa con la forza, sollevata e buttata sul divano e poi sono saltati sopra di lei sempre cercando di toccarla».

Sono queste le parole delle quattro minorenni vittime della violenza sessuale e del sequestro di persona avvenuti il 14 luglio scorso nel Canturino, come emerso dalle due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre maggiorenni e due minorenni, albanesi e marocchini.

Le dichiarazioni delle ragazze sono convergenti e non sembrano avere molte contraddizioni. Una di loro, in particolare, è stata al centro delle attenzioni del “branco”, come viene definito sia dal Gip di Como, sia dal collega del Tribunale dei Minori di Milano. È stata proprio lei a raccontare agli inquirenti quanto avvenuto quel terribile pomeriggio: «Mi hanno preso le braccia, mi hanno sollevato e mi hanno buttato sul letto». E poi c’è l’episodio della doccia. «Mi hanno chiuso nella doccia. Uno di loro mi ha slacciato il nodo della camicetta, ma sono riuscita a divincolarmi».

E ancora: «Mi hanno portato in sala e scaraventata sul letto» con tanto di palpeggiamenti.

Il racconto sul quotidiano La Provincia in edicola sabato 2 marzo.

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