Carte false per l’incidente del figlio
Tre anni e 4 mesi alla dirigente di polizia

Funzionaria, ispettore e agente di questura e Polstrada giudicati colpevoli

Secondo i giudici “aggiustarono” i verbali facendo ricadere le responsabilità su un automobilista

Tutti colpevoli. Di aver stravolto la vita di un automobilista 60enne di Brunate, che dopo essersi visto piombare addosso la bici del figlio di una dirigente della polizia di Stato si è visto accusare di aver causato lo scontro, ha subito la visita per la revisione della patente ed è stato costretto a subire nuove prescrizioni al suo permesso di guidare un atto perché «sa, signor Coletta: bisogna accontentare tutti».

I giudici del Tribunale di Como hanno emesso quattro condanne, ieri pomeriggio, per quanto avvenuto nel segreto dei corridoi di Questura e Polstrada tra il novembre 2012 e l’ottobre 2013: 3 anni e 4 mesi sono stati inflitti all’ ex dirigente medico in servizio a Como, colpevole - secondo i giudici - di calunnia (per aver ingiustamente denunciato l’automobilista accusandolo delle lesioni causate al figlio), falso (per l’aggiustamento del verbale dell’incidente) e abuso d’ufficio; 2 anni e otto mesi la condanna all’ex vicecomandante della polstrada, accusato di falso e abuso d’ufficio; 2 anni e mezzo per falso a un agente della stradale: 2 anni per calunnia, infine, al marito del medico. Il ritratto di quanto accaduto dopo il 9 novembre 2012 era stato illustrato in aula dal pubblico ministero Massimo Astori che aveva definito quanto scoperto come «il cuore dell’abuso: approfittare della propria divisa per perseguitare un povero automobilista».

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