Polmonite estiva, mai tanti ammalati  «Attenzione ai climatizzatori»
Nel 2018 sono stati 898 i casi di pazienti affetti da broncopolmonite per cui si è reso necessario il ricovero

Polmonite estiva, mai tanti ammalati

«Attenzione ai climatizzatori»

Gli esperti ammoniscono: oltre all’aria condizionata attenti anche alle “polveri” - Come quelle che si annidano nei tappetini o nell’abitacolo dell’auto. Da inizio anno 529 ricoveri

Como

Polmonite estiva, aumentano i casi a Como, secondo gli esperti bisogna fare attenzione all’aria condizionata e alla pulizia dei tappetini dell’auto.

Il tecnico bianconero Maurizio Sarri rischia di restare lontano dalla panchina per un’improvvisa polmonite estiva, ma l’allenatore della Juventus non è l’unico a soffrire di questo male fuori stagione.

«Le polmoniti e più in generale le infezioni respiratorie sono più frequenti durante il periodo invernale – spiega il pneumologo del Sant’Anna Claudio Sorino - ma anche d’estate può verificarsi un aumento della loro incidenza».

Come diagnosi principale tra polmoniti e broncopolmoniti nei primi sei mesi del 2019 l’Asst Lariana ha registrato 529 ricoveri, nel 2018 erano stati 898.

«I primi sintomi della polmonite - osserva Sorino - sono la febbre, presente nel 70-80% dei casi, cui si possono aggiungere difficoltà a respirare e tosse. Le manifestazioni cliniche della malattia possono essere più sfumate nelle persone più anziane a causa di una minore capacità di risposta del sistema immunitario. Non di rado in questa categoria di soggetti l’esordio avviene con poca febbre o con sintomi aspecifici quali stato confusionale, debolezza, dolori articolari, mal di testa».

D’inverno, per il freddo, soggiorniamo spesso in ambienti chiusi dove virus e batteri possono essere più facilmente trasmessi da un individuo all’altro e l’inalazione stessa di aria fredda può ridurre le difese dell’apparato respiratorio.

D’estate, un ruolo di primo piano nell’insorgere delle polmoniti lo giocano i climatizzatori, soprattutto quando la temperatura impostata è eccessivamente bassa o ci si espone ad elevati sbalzi di temperatura.

A tal proposito è bene non scendere mai sotto i 24 gradi impostati sul condizionatore e non puntare i bocchettoni dell’aria verso le persone. Il rapido passaggio caldo-freddo irrita le vie aree e favorisce le infezioni. L’aria fredda nei polmoni blocca l’espulsione dei germi e degli inquinanti. «Per affrontare una bronchite o polmonite - conclude Sorino - oltre alle medicine è importante assicurare un adeguato riposo, bere molto ed evitare di esporre l’apparato respiratorio a sostanze irritanti come fumo o inquinanti ambientali». Anche la scarsa pulizia e manutenzione dei filtri dei condizionatori può contribuire all’insorgenza di infezioni respiratorie, tra i micro organismi patogeni più temuti che possono nascondersi negli impianti c’è anche la pericolosa legionella. Bisogna inoltre avere una particolare cura per la pulizia dell’automobile, gli specialisti infatti spiegano che uno dei luoghi meno salubri è l’abitacolo della macchina, con il cruscotto e i tappetini sporchi e polverosi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA