Mercoledì 24 Settembre 2008

Consumi, vendite rimbalzano
ma restano i segnali di crisi

Acquisti in ripresa a luglio, ma non abbastanza per certificare la fine della fase di crisi dei consumi. Le vendite al dettaglio, secondo i dati diffusi oggi dall'Istat, hanno evidenziato a luglio un recupero dopo il forte calo di giugno, segnando un aumento del 2,1% su base annua e dello 0,6% su base mensile. Ma in realtà calano i volumi delle vendite e nel complesso dei primi sette mesi dell'anno la variazione resta negativa. E mentre Confcommercio parla di immutata situazione critica sul fronte dei consumi, gli economisti del Cerm vedono la necessità di una riforma della distribuzione al dettaglio.
A trainare le vendite sono sempre i prodotti alimentari (+3,8%), mentre tra i non alimentari (+1,1%) crescono soprattutto gli acquisti nell'abbigliamento (+2,2%) e calzature (+2,1%). Vendite con il segno meno solo per telecomunicazioni e telefonia, e cartoleria e giornali. Si accentua sempre di più invece la divaricazione tra imprese operanti su piccole superfici e grande distribuzione, dove le vendite aumentano con un'accelerazione maggiore (+4,3%), sia per i prodotti alimentari che per i non alimentari. E vanno bene tutte le forme di vendita della grande distribuzione, soprattutto hard discount e grandi magazzini (dove le vendite sono aumentate rispettivamente del 5,9% e del 5,7%). Nonostante il rimbalzo di luglio, tuttavia, nei primi sette mesi dell'anno l'andamento delle vendite risulta in calo, seppur leggero, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,1%), a causa soprattutto della riduzione delle vendite di prodotti non alimentari (-1%, contro il +1,2% degli alimentari).
Nonostante il dato positivo di luglio, inoltre, secondo un'analisi del Cerm, considerando che l'inflazione per alimentari e bevande si era attestata al +6,3%, si evidenzia un calo dei volumi venduti, sia dei generi alimentari (-2,5%), sia dei non alimentari (circa -3%). In termini di volumi restano positive solo le variazioni congiunturali: «Troppo poco per una lettura positiva e di inversione delle tendenze stagflattive», affermano Fabio Pammolli e Nicola Salerno del Cerm, sottolineando la necessità di una riforma della distribuzione al dettaglio «verso assetti più aperti a concorrenza e più innovativi nelle formule».
Cautela sul dato Istat anche da parte del Centro studi di Confcommercio, che vede «un'evoluzione meno negativa della domanda rispetto a quanto registrato nei mesi precedenti, ma che non cambia nulla nella sostanza rispetto al quadro critico in atto». Secondo Confcommercio, quindi, bisognerà attendere almeno il dato di settembre «per verificare se il miglioramento registrato, anche sul versante del clima di fiducia delle famiglie, sia rappresentativo di una moderata inversione di tendenza».

s.casiraghi

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