Venerdì 09 Gennaio 2009

Donne e doganieri
Ecco l’identikit dei baby pensionati

Pianeta pensioni, fra miseria ed abbondanza. Mentre anche il 2009 nasce sotto il segno di riforme e sacrifici per tutti, restano acquisiti i diritti di chi è andato in pensione dalla pubblica amministrazione a 35 anni d’età, dopo 14 anni, 6 mesi e un giorno di servizio effettivo, compreso anche il riscatto degli studi: un privilegio in particolare delle madri che adesso diventa svantaggio per le figlie e danno per le nipoti. Le attuali generazioni di lavoratrici della pubblica amministrazione e degli enti locali saranno costrette a lavorare almeno fino a 60 anni che potrebbero diventare 65 e quelle future forse non potranno neppure contare sulla pensione: ai Governi, nazionali ed europei, piace sempre meno questa parola, vogliono che la morte ci trovi vive ed attive. Vale anche per gli uomini, ma le lavoratrici di oggi e quelle di domani o di dopodomani pagheranno ancora di più i benefici concessi alle genitrici dalle leggi degli anni ’70-’80. Furono superati, ma perdurano per chi li ha ottenuti e non si vede come possano essere revocati.
Pur non disponendo di dati disaggregati, anche nel Comasco si contano baby pensionate della pubblica amministrazione e, forse in misura maggiore che da altre parti, baby pensionati per una caratteristica del nostro territorio. È terra di dogane e di frontiera e ai funzionari doganali e agli agenti di polizia di frontiera (come a tutti i militari)  la legge concede una “maggiorazione di servizio” in aree disagiate. Per i primi due anni, ne aggiunge uno ai fini pensionistici e negli anni successivi, uno ogni tre. Il risultato: all’età pensionistica, doganieri ed agenti di frontiera arrivano dieci anni prima rispetto agli altri. Quindi, vanno a riposo a 50 anni invece che a 60 e non è un abuso compiuto dal singolo, è una disposizione di legge. Superata dai tempi? Nessuno può giudicare: il lavoro altrui è sempre più facile, più comodo e più remunerativo del proprio, ma nel caso specifico, c’è chi obietta che la “maggiorazione di servizio” è stata concepita come risarcimento dello Stato verso i “figli del Sud”, costretti ad emigrare al Nord per trovare lavoro. I “figli del Nord”, del resto, disdegnavano l’occupazione nella pubblica amministrazione: è un discorso che potrebbe andare avanti a lungo e che finirebbe per incartarsi su se stesso.

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