Martedì 18 Novembre 2008

Governo studia maxi piano
Bonus e social card per le famiglie

Una manovra che stanzia poche risorse fresche, ma che movimenta complessivamente 80 miliardi senza incidere sul deficit pubblico. Si muove in questa direzione la maxi operazione allo studio del governo per il sostegno dell'economia reale a fronte della crisi finanziaria in atto. In buona parte, infatti, si tratta di risorse già stanziate e quindi già iscritte nei bilanci. Le uniche risorse che potranno impattare sul disavanzo potranno essere quelle da destinare alle famiglie, mentre i fondi per le banche, essendo sostanzialmente prestiti, peseranno solo sul fabbisogno finanziario e non sul deficit. D'altra parte, fanno notare dal ministero dell'Economia, i margini per recuperare risorse sono limitatissimi dopo i tagli già effettuati nella manovra triennale.

Il decreto dovrebbe essere varato al Consiglio dei ministri di venerdì in programma subito dopo la riunione del Cipe che sbloccherà 16 miliardi di euro per investimenti nelle grandi opere. L'obiettivo dell'esecutivo è quello di agire il prima possibile, soprattutto se si deciderà di procedere al taglio sugli acconti fiscali di fine anno. Ma non è escluso un rinvio del via libera al piano alla prossima settimana nel caso in cui non sarà chiaro il quadro di tutti gli interventi nei prossimi giorni.

FAMIGLIE: le novità per le famiglie vanno da un bonus per le più povere (non è ancora deciso se si tratterà di aiuti una tantum o di sgravi fiscali, sempre una tantum, sulle tredicesime) alla riduzione di 3-4 punti percentuali dell'acconto Irpef di novembre. Intervento questo che su lavoratori dipendenti e pensionati avrebbe comunque un impatto limitato. Infatti, il pagamento delle imposte verrebbe ritardato di qualche mese consentendo ai lavoratori di avere qualche soldo in più in busta paga per il periodo natalizio. Per le famiglie numerose è al vaglio anche un prestito di 5mila euro per ogni nuovo nato da restituire in 4-5 anni con un tasso agevolato. Ulteriori misure per le famiglie sono previste da altri provvedimenti già in cantiere. Per quelle più disagiate un decreto del ministro Scajola introduce sconti sulle bollette del gas (viene messo a disposizione un plafond da 400 milioni) e per i meno abbienti da dicembre scatterà la social card, la carta prepagata da 40 euro per 1,3 milioni di cittadini prevista dalla manovra d'estate.

IMPRESE: ben più cospicuo il sollievo che deriverebbe alle imprese dal rinvio di parte dell'acconto Ires, (le aziende sono chiamate adesso a versare il 100% dell'imposta). Possibile anche un alleggerimento Irap: il governo potrebbe infatti correre ai ripari sin da adesso per limitare i danni di una possibile sentenza negativa della Corte costituzionale sulla deducibilità dell'Irap dalle imposte dei redditi. Allo studio anche un intervento sull'Iva di cassa che sposterebbe l'obbligo di versamento dal momento dell'emissione della fattura a quello dell'incasso definitivo. Per le Pmi arrivano garanzie sui prestiti con l'attivazione del Fondo da 650 milioni di euro esteso anche alle imprese dell'artigianato. Per rilanciare le Pmi dovrebbero anche essere rafforzati i condifi. Previsto anche il rifinanziamento degli incentivi all'innovazione del programma Industria 2015 (con una dotazione di 1,5 miliardi).

BANCHE: l'intervento pubblico di supporto alle banche prevede l'emissione di prestiti obbligazionari perpetui, subordinati alla distribuzione di dividendi, convertibili in azioni ordinarie solo a richiesta delle banche. L'obiettivo è quello di permettere agli istituti di credito di stabilizzare la raccolta di capitale per continuare a prestare regolarmente il denaro a imprese e famiglie. Il governo quantificato l'ammontare dell'intervento, ma secondo indiscrezioni dovrebbe costare fra i 15 e i 20 miliardi.

s.casiraghi

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